Una vera e propria batosta per il Governo sul tema del salario minimo. La Corte costituzionale ha bocciato il ricorso dell’esecutivo e ha stabilito che la paga di 9 euro l’ora introdotta dalla Regione Puglia è pienamente legittima.
Una decisione che pesa, perché chiarisce un principio destinato ad andare ben oltre i confini pugliesi: se una Regione può fissare una soglia minima negli appalti pubblici, allora questa strada è aperta anche alle altre Regioni.
Cosa prevede la legge pugliese
La legge della Regione Puglia, approvata nel 2024, non introduce un salario minimo generale per tutti i lavoratori privati della Puglia (materia che resta di competenza statale) ma fissa una soglia inderogabile di 9 euro l’ora nei contratti relativi agli appalti e alle concessioni della Regione e degli enti collegati.
Pertanto, chi intende partecipare alle gare pubbliche deve garantire questo livello retributivo ai propri dipendenti.
Secondo la Corte, questa misura rientra nelle competenze regionali e non invade la materia del lavoro, che è nazionale: si tratta infatti di criteri contrattuali più stringenti per l’affidamento di appalti, legittimi per gli enti territoriali.
Non solo. La sentenza della Corte Costituzionale aggiunge che “Il legislatore statale ha da tempo recepito e fatto proprio l’uso “strategico” dei contratti pubblici di matrice europea attraverso istituti volti a contemperare la libertà di iniziativa economica degli operatori privati, nell’ottica di favorire la concorrenza per il mercato (ancora, sentenza n. 4 del 2022), e il perseguimento di obiettivi di politica sociale, di tutela dei lavoratori, di sostegno al reddito e alle imprese.”
Salario minimo di 9 euro: perché è una notizia importante
Il presidente uscente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha definito la sentenza una «vittoria importantissima», ribadendo come la Puglia sia la prima Regione italiana ad aver introdotto una norma di tutela retributiva in questo ambito e a vederla confermata dalla Corte.
Il presidente eletto, Antonio Decaro, ha sottolineato l’intenzione di proseguire nella sperimentazione e valutazione della normativa, coinvolgendo i soggetti socio-economici regionali. Ha espresso il suo entusiasmo anche sui social:

Ricorso del Governo anche in Toscana
La Puglia non è stata la sola regione a dotarsi di un salario minimo di 9 euro nelle gare pubbliche.
Al di fuori del livello regionale, infatti, anche alcuni amministrazioni comunali hanno adottato iniziative simili: per esempio, il Comune di Bacoli (Campania) ha varato nel 2024 una delibera che impone un salario minimo di 9 euro l’ora per tutti gli appalti e le concessioni comunali, con l’obiettivo di contrastare il lavoro sottopagato nei servizi locali.
Inoltre, la vicenda pugliese ricorda molto quanto accaduto in Toscana lo scorso agosto. Qui il Governo ha impugnato la legge regionale sul salario minimo, volta a premiare negli appalti pubblici le aziende che garantiscono una paga di almeno 9 euro l’ora, contestandone la legittimità costituzionale.
Certo è che la bocciatura da parte della Corte Costituzionale del ricorso contro la legge pugliese presentato dal Governo è una buona notizia anche per tutte le altre amministrazioni locali che puntano a difendere i salari.




