La campagna dichiarativa 2026 entra nel vivo con la pubblicazione, in versione non definitiva, dei principali modelli fiscali sul sito dell’Agenzia delle Entrate.
Tra questi, il modello 730 2026 assume un ruolo centrale per milioni di lavoratori dipendenti, perché sarà lo strumento attraverso cui eventualmente recuperare – o restituire – le somme legate all’Ulteriore Detrazione collegata al taglio del cuneo fiscale applicato in busta paga dal gennaio 2025. Una partita che può valere fino a 1.000 euro e che, in molti casi, potrebbe tradursi in un conguaglio a debito.
Il modello 730 2026 e il recupero dell’Ulteriore Detrazione
Il 730 2026 è strutturato per intercettare l’Ulteriore Detrazione sull’Irpef dovuta riconosciuta ai lavoratori dipendenti con redditi medio-bassi.
La misura – nota come Taglio del Cuneo Fiscale – applicata mensilmente in busta paga nel corso del 2025, può arrivare fino a 1.000 euro annui ed è esclusa dalla base imponibile. Proprio la dichiarazione dei redditi del 2026 diventa il momento decisivo per verificare se l’importo percepito è stato corretto o se occorre procedere a un ricalcolo complessivo.
Cosa può determinare un conguaglio a debito e il conseguente obbligo di restituire le somme percepite? Una doppia o tripla Certificazione Unica (es. datore di lavoro, INPS, una consulenza, ecc.) che fa emergere redditi più alti da quelli rilevati dal datore di lavoro (che agisce come sostituto d’imposta), spingendo su il reddito complessivo.
Ma a far salire il reddito di possono essere anche altri elementi come arretrati, straordinari, indennità varie, ecc.
Le soglie di reddito che fanno scattare il conguaglio
Il nodo centrale riguarda le soglie reddituali fissate dalla legge. L’Ulteriore Detrazione spetta fino a 20mila euro di reddito complessivo, mentre tra 20mila e 40mila euro entra in gioco una nuova detrazione d’imposta decrescente.
In particolare
- per i redditi fino a 20mila euro spetta un beneficio fiscale decrescente, che va dal 7,1% per chi guadagna sopra ai 8.500 euro, al 4,8% per chi guadagna fino a 20mila euro.
- Per chi guadagna tra 20mila e 32mila euro spetta una detrazione fissa di 1.000 euro,
- oltre i 32mila euro la detrazione decresce gradualmente fino ad azzerarsi a 40mila euro.
Se, a consuntivo, il reddito supera i limiti previsti, il 730 2026 determinerà un conguaglio a debito, con la restituzione totale o parziale delle somme già incassate in busta paga.
Il rischio concreto è quello di dover restituire importi significativi. Chi ha beneficiato mese dopo mese del taglio del cuneo fiscale e dell’Ulteriore Detrazione potrebbe trovarsi, con il 730 2026, a dover restituire fino a circa 1.000 euro. L’effetto è legato a premi, straordinari o altri redditi che fanno superare le soglie annue solo a fine anno.




