La fase operativa della Carta dedicata a te 2025 si avvia verso la conclusione. Chi ha attivato correttamente la card entro le scadenze previste può utilizzare il saldo residuo fino al 28 febbraio 2026 per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità. Con la fine dell’utilizzo della carta attuale, però, l’attenzione si sposta già sul futuro della misura, confermata anche per i prossimi anni.
La Legge di Bilancio 2026 prevede infatti il rifinanziamento del bonus spesa, con uno stanziamento complessivo di 500 milioni di euro destinato a nuove assegnazioni. Ed è proprio gennaio 2026 il mese che segna l’avvio dei passaggi decisivi per poter rientrare tra i beneficiari.
Perché gennaio 2026 diventa il mese chiave
Con l’inizio del nuovo anno cambia il quadro di riferimento per l’accesso alla social card. Da gennaio entra in gioco l’ISEE 2026, l’unico valido per le future graduatorie. Gli ISEE 2025 perdono efficacia e chi non aggiorna tempestivamente la propria situazione reddituale rischia di restare escluso, anche in presenza dei requisiti economici.
Gennaio non coincide quindi con l’arrivo dei 500 euro, ma rappresenta il momento in cui si costruisce il diritto al bonus.
Come funziona l’assegnazione della Carta dedicata a te
Anche per il 2026 la carta verrà assegnata senza presentare domanda, attraverso lo scambio di dati tra INPS, Comuni e Poste Italiane. I nuclei familiari con ISEE ordinario fino a 15.000 euro e tutti i componenti residenti in Italia saranno inseriti nelle graduatorie comunali.
Come negli anni precedenti, verrà data priorità alle famiglie più numerose, mentre la percezione di altri sostegni economici – come disoccupazione, cassa integrazione o contributi assistenziali locali – potrà determinare l’esclusione.
Importo e tempi: attesa per il decreto attuativo
Importo definitivo, modalità operative e calendario delle nuove ricariche saranno stabiliti da un decreto del Ministero dell’Agricoltura. Nelle edizioni precedenti il valore della carta è stato pari a 500 euro.
L’esperienza del 2025, con decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale solo ad agosto e accrediti in autunno, suggerisce che anche per il 2026 le somme arriveranno nella seconda parte dell’anno. Gennaio, però, resta il passaggio decisivo: chi non si muove ora rischia di non vedere mai quei 500 euro.




