Buoni Pasto, dal 2026 Scatta l’Aumento a 10 Euro Senza Tasse

La soglia dei buoni pasto sale da 8 a 10 euro. È nero su bianco nella Manovra di Bilancio, che ha approvato l’innalzamento del limite di esenzione fiscale per i ticket elettronici. Una scelta che, a partire dal 2026, è destinata ad avere effetti concreti sugli stipendi di milioni di lavoratori, spingendo molte aziende ad aumentare il valore dei buoni riconosciuti ogni mese.

L’aumento dei buoni pasto deciso con la Manovra

L’intervento è contenuto nella Manovra di Bilancio approvata al Senato, sulla quale si attende anche l’ok della Camera in questi giorni di fine anno. La misura entrerà in vigore praticamente subito, dal 1° gennaio 2026, dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Il passaggio da 8 a 10 euro riguarda esclusivamente i buoni pasto elettronici, che oggi rappresentano la forma più diffusa di ticket nel welfare aziendale.

Più potere d’acquisto per 3,5 milioni di lavoratori

Con la nuova soglia, il valore massimo annuo esente da tasse salirà fino a 2.200 euro, rispetto ai 1.760 euro attuali. Si stima circa 440 euro in più ogni anno per i lavoratori.
Tradotto in termini pratici, significa più soldi netti a disposizione delle famiglie, senza alcuna trattenuta fiscale o contributiva. Un vantaggio che interessa circa 3,5 milioni di lavoratori, occupati in oltre 250mila imprese, che ogni mese ricevono i buoni in base ai giorni di lavoro effettivi.

Perché dal 2026 le aziende daranno buoni più alti

L’aumento della soglia non obbliga formalmente le imprese ad alzare il valore dei ticket, ma crea un forte incentivo.
Il motivo è semplice: i buoni pasto restano totalmente deducibili per il datore di lavoro e non aumentano il costo della busta paga. In un contesto di inflazione elevata, molte aziende potranno quindi rafforzare il welfare senza incidere sui salari lordi.

Nessuna novità per i buoni cartacei

Resta invece invariata la disciplina dei buoni pasto cartacei, per i quali la soglia di esenzione continuerà a essere fissata a 4 euro.
Una differenza che, anche alla luce del nuovo tetto a 10 euro, renderà sempre più conveniente il passaggio ai ticket elettronici, consolidando un sistema che oggi vale circa 4 miliardi di euro l’anno.