Il 10 dicembre 2025 è stata sottoscritta l’ipotesi di rinnovo del CCNL Servizi Ambientali, da Utilitalia, Cisambiente Confindustria, Legacoop Produzione e Servizi, Confcooperative Lavoro e Servizi e AGCI Servizi con FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI e FIADEL. L’intesa rappresenta un risultato rilevante per oltre 110 mila lavoratrici e lavoratori del settore dell’igiene ambientale.
Decorrenza contrattuale e aumenti salariali
Il nuovo contratto ha validità dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027 e prevede aumenti salariali pari a 217 euro a regime. Un incremento che rafforza il trattamento economico complessivo e riconosce il valore di un lavoro che garantisce quotidianamente un servizio pubblico essenziale, in un contesto caratterizzato da carichi operativi elevati e responsabilità crescenti.
Un elemento tecnico rilevante riguarda la detassazione degli aumenti erogati nel 2026: le somme riconosciute godranno infatti dell’aliquota agevolata del 5%, applicabile ai lavoratori con reddito annuo fino a 33.000 euro, con un beneficio netto immediato in busta paga.
Gli Aumenti in Busta Paga: 5 tranches
L’aumento complessivo previsto dal rinnovo del CCNL Servizi Ambientali, calcolato sul livello 3A, è pari a 217 euro sul Trattamento Economico Minimo (TEM), articolato in cinque tranche con decorrenze differenziate lungo la vigenza contrattuale.
Nel dettaglio, gli incrementi sul TEM saranno riconosciuti come segue: 15 euro dal 1° luglio 2025, 86 euro dal 1° febbraio 2026, 36 euro dal 1° gennaio 2027, 40 euro dal 1° agosto 2027 e ulteriori 40 euro dal 1° dicembre 2027, arrivando così a regime a fine 2027.
Accanto agli aumenti sui minimi tabellari, il rinnovo prevede una serie di voci economiche aggiuntive che concorrono alla definizione del valore contrattuale complessivo. In particolare, è previsto un incremento di 18 euro legato alla produttività contrattuale (ERAP) e un rafforzamento del welfare contrattuale pari a 15 euro, entrambi ricompresi nel valore economico complessivo dell’intesa.
Rientra nel valore contrattuale anche la riforma parziale del sistema di classificazione del personale, valorizzata economicamente in 47 euro, finalizzata a modernizzare l’inquadramento professionale e a riconoscere competenze e responsabilità crescenti. A questa misura si aggiunge il valore contrattuale delle 10 ore di ROL, stimato in 10 euro, riconosciuto ai lavoratori assunti dal 1° gennaio 2017.
È inoltre prevista l’erogazione di una una tantum di 100 euro, destinata a coprire il primo semestre del 2025, a parziale compensazione del periodo antecedente agli incrementi strutturali.
Welfare, premio di risultato e nuove tutele
Accanto agli aumenti salariali, l’intesa rafforza il welfare contrattuale e introduce il Premio di Risultato, pari a 216 euro per gli anni 2026 e 2027. La struttura del premio sarà ulteriormente definita per garantire criteri oggettivi, trasparenti e coerenti con produttività e qualità del servizio.
Sul piano normativo, viene avviata una profonda riforma del sistema di classificazione del personale, con l’obiettivo di modernizzare il contratto e valorizzare competenze, responsabilità e percorsi professionali.
Sicurezza, sciopero e transizione ecologica
Prosegue infine il confronto su salute e sicurezza, aggiornamento della disciplina sul diritto di sciopero e armonizzazione normativa. Di rilievo anche l’impegno a definire una sezione specifica per gli impianti industriali, oggi non pienamente ricompresi nella classificazione, considerati strategici per la transizione ecologica.
Secondo Pellecchia, l’intesa rafforza salari e diritti ma apre anche una nuova fase di partecipazione sindacale, attraverso comitati bilaterali e protocolli condivisi, per tutelare pienamente chi opera nel comparto.



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