Dal 1° gennaio 2026 entrerà ufficialmente in vigore una delle novità più rilevanti introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 in materia di riscossione dei debiti verso la Pubblica Amministrazione: il pignoramento automatico dello stipendio per i dipendenti pubblici con determinate soglie di reddito e di debito.
La misura segna un cambio di passo deciso, perché introduce un meccanismo automatizzato, basato su controlli incrociati mensili, affidati al sistema NoiPA.
Vediamo come funziona, chi riguarda e quali sono le conseguenze pratiche per i lavoratori pubblici.
La novità della Legge di Bilancio 2025: automatismo e soglie
I commi 84–86 della manovra finanziaria varata a fine 2024 stabiliscono che, a partire dal 2026, il pignoramento dello stipendio non sarà più solo conseguenza di singole azioni esecutive, ma potrà attivarsi in modo automatico.
A chi si applica
La norma riguarda esclusivamente i dipendenti pubblici che rispettano entrambe le seguenti condizioni:
- Stipendio netto mensile superiore a 2.500 euro
- Debiti erariali superiori a 5.000 euro, iscritti a ruolo, verso:
- Agenzia delle Entrate
- Comuni
- altri enti pubblici (imposte, tributi, multe, contributi)
Quando entra in vigore
Sebbene approvata nel 2025, l’entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2026, per consentire l’adeguamento dei sistemi informatici e l’integrazione delle banche dati di NoiPA con quelle dell’Agenzia delle Entrate Riscossione.
Come funzionano i controlli incrociati NoiPA
NoiPA gestisce ogni mese circa 2,7 milioni di stipendi dei dipendenti pubblici. Con la nuova normativa:
- verranno effettuati controlli automatici mensili
- i dati stipendiali saranno incrociati con le posizioni debitorie risultanti presso Agenzia Entrate Riscossione
Erogazione di stipendi e arretrati
In caso di liquidazione di arretrati o importi straordinari:
- l’ufficio di trattamento economico inserisce codice fiscale e importo netto in un portale dedicato
- il sistema restituisce:
- liberatoria, se non risultano debiti
- blocco/sospensione dell’erogazione, se emergono pendenze superiori alle soglie
In presenza di debito, l’erogazione resta sospesa in attesa dell’atto formale di pignoramento.
Il quadro normativo: DPR 180/1950 e limiti al pignoramento
Il pignoramento dello stipendio dei dipendenti pubblici resta disciplinato dal DPR 180/1950, che stabilisce limiti chiari alle trattenute.
Lo stipendio è impignorabile, salvo le eccezioni previste dalla legge.
Eccezioni (art. 2)
- Fino a 1/3 dello stipendio per alimenti dovuti per legge
- Fino a 1/5 per debiti verso lo Stato
- Fino a 1/5 per tributi dovuti allo Stato
In caso di concorso di più pignoramenti, la trattenuta complessiva non può superare il 50% dello stipendio netto.
Notifica dell’atto di pignoramento
L’atto di pignoramento viene notificato:
- alle Ragionerie Territoriali dello Stato (scuola e uffici periferici)
- agli uffici centrali dei Ministeri (funzioni centrali)
L’ufficio competente redige la dichiarazione del terzo, calcola lo stipendio netto e individua l’importo effettivamente pignorabile.
Come si calcola il quinto pignorabile
Il calcolo è semplice ma spesso fonte di errori.
Esempio pratico

Il quinto si calcola sul netto al netto dell’IRPEF, non considerando:
- contributi previdenziali
- cessioni volontarie
- deleghe di pagamento
Errori comuni da evitare
“Ho la cessione del quinto, quindi non possono pignorarmi”
Falso.
La cessione del quinto non blocca il pignoramento. Le due trattenute possono coesistere, purché non si superi il 50% del netto.
“La delega di pagamento mi protegge”
Falso.
Il prestito su delega può essere ridotto o sospeso se necessario a garantire il diritto del creditore pubblico al pignoramento previsto dalla legge.
Cosa cambia davvero dal 1° gennaio 2026
La vera novità non è il pignoramento in sé, già previsto dall’ordinamento, ma:
- automatizzazione dei controlli
- prevenzione dell’erogazione di stipendi e arretrati
- maggiore rapidità nella riscossione
- riduzione dei margini di discrezionalità
Dal 2026, per i dipendenti pubblici con stipendi medio-alti e debiti fiscali rilevanti, la verifica non sarà più occasionale ma sistematica e mensile.
In sostanza, prima di pagare lo stipendio, lo Stato controllerà se il dipendente è debitore dello Stato stesso. Un cambio di paradigma destinato ad avere un impatto significativo su migliaia di lavoratori pubblici.




