Con la Legge di Bilancio 2026 arriva un nuovo incentivo che interessa direttamente le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che stanno valutando investimenti nei prossimi anni. La Manovra introduce infatti un credito d’imposta che consente di recuperare una parte rilevante delle spese sostenute per l’acquisto di beni strumentali nuovi, alleggerendo in modo concreto il costo degli investimenti.
La misura, prevista dai commi 454–466, è pensata per sostenere la produzione primaria e favorire il rinnovo delle attività aziendali, offrendo alle imprese uno strumento fiscale utilizzabile per programmare con maggiore serenità le spese future.
Imprese agricole: chi può utilizzare il credito d’imposta
Il beneficio è riservato alle imprese che operano nella produzione primaria di prodotti agricoli, nonché alle imprese della pesca e dell’acquacoltura. Rientrano quindi nel perimetro dell’agevolazione le aziende che svolgono attività direttamente collegate alla coltivazione, all’allevamento, alla pesca e alle attività connesse.
Il credito d’imposta può essere utilizzato solo in presenza di investimenti reali e documentati, effettuati nell’ambito dell’attività d’impresa.
Quali spese possono essere agevolate
Sono ammessi al beneficio gli investimenti in beni strumentali nuovi, sia materiali sia immateriali, destinati allo svolgimento dell’attività produttiva. I beni agevolabili sono quelli individuati negli negli allegati IV e V annessi alla Legge di Bilancio e devono essere utilizzati nell’impresa per migliorare l’organizzazione e l’efficienza della produzione.
Gli investimenti devono essere effettuati nel periodo compreso tra il primo gennaio 2026 e il ventotto settembre 2028, lasciando alle imprese un arco temporale ampio per valutare quando e come investire.
Quanto vale il credito d’imposta e perché conviene
Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 40% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 1 milione di euro per ciascuna impresa. In pratica, una quota significativa dell’investimento può essere recuperata sotto forma di credito fiscale, riducendo di fatto le imposte da versare.
Questo meccanismo riduce il costo effettivo degli investimenti e rende più sostenibile l’acquisto di nuovi beni, soprattutto per le imprese che intendono rinnovare strutture e strumenti di lavoro senza appesantire eccessivamente i conti aziendali.
Imprese agricole: Zes Unica e passaggi da rispettare
La Legge di Bilancio 2026 estende e rimodula inoltre il credito d’imposta per le imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura che operano nella Zes Unica, prevedendo percentuali differenziate in base alla dimensione dell’impresa.
Per accedere all’agevolazione è necessario rispettare le procedure di comunicazione previste dalla norma, indicando le spese sostenute e quelle che si prevede di sostenere nei termini stabiliti. Le comunicazioni devono essere effettuate utilizzando il modello già in uso negli anni precedenti, secondo le modalità indicate dalla disciplina vigente.




