Esonero Contributivo 2026: fino a 8.000 euro Per Ogni Assunzione

La Legge di Bilancio 2026 introduce un nuovo esonero contributivo che consente ai datori di lavoro privati di ridurre in modo significativo il costo delle assunzioni effettuate nel corso dell’anno.
La misura, prevista dai commi 210-213 dell’articolo 1, riconosce uno sgravio totale dei contributi previdenziali fino a 8.000 euro annui per ogni lavoratrice assunta in presenza di specifici requisiti.

Si tratta di un incentivo mirato, pensato per sostenere l’occupazione femminile e, allo stesso tempo, offrire alle imprese uno strumento concreto di risparmio sui costi del personale.

Esonero contributivo 2026: come funziona

Il funzionamento dell’agevolazione è piuttosto semplice. Per le assunzioni effettuate dal 1° gennaio 2026, il datore di lavoro può beneficiare di un esonero del 100% dei contributi INPS a proprio carico, entro il limite massimo di 8.000 euro l’anno, calcolato su base mensile.

Lo sgravio consente di abbattere il costo del lavoro nei primi mesi del rapporto, fase in cui l’impegno economico per l’azienda è generalmente più elevato.
È inoltre previsto che l’esonero non incida sulla posizione previdenziale del lavoratore, poiché l’aliquota utile ai fini pensionistici resta invariata. Restano invece dovuti i contributi INAIL.

Chi può essere assunto con l’incentivo

L’esonero non è generalizzato, ma si applica alle assunzioni di donne madri di almeno tre figli, con figli di età inferiore ai 18 anni, che risultino prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi.

Dal punto di vista delle imprese, la misura rappresenta un’opportunità per assumere beneficiando di un risparmio contributivo rilevante, mentre sul piano sociale favorisce il rientro nel mercato del lavoro di lavoratrici che spesso incontrano maggiori difficoltà di ricollocazione.

Esonero contributivo 2026: durata

La durata dell’esonero varia in base alla tipologia di contratto:

  • 12 mesi in caso di assunzione a tempo determinato, anche in somministrazione;
  • fino a 18 mesi se il rapporto a termine viene trasformato a tempo indeterminato;
  • 24 mesi in caso di assunzione diretta a tempo indeterminato.

La struttura della norma premia quindi in modo evidente le assunzioni stabili, riconoscendo un beneficio più lungo a chi opta subito per il tempo indeterminato.

Limiti, esclusioni e compatibilità con altri incentivi

Restano esclusi dall’agevolazione:

  • rapporti di lavoro domestico;
  • contratti di apprendistato.

L’esonero non è cumulabile con altri sgravi contributivi previsti dalla normativa vigente. Tuttavia, la legge chiarisce un aspetto importante per le aziende: lo sgravio è compatibile con la maggiorazione del costo del lavoro deducibile prevista per le nuove assunzioni.

Questo significa che il datore di lavoro può ridurre i contributi da versare e, allo stesso tempo, beneficiare dell’incentivo fiscale, ampliando il vantaggio economico complessivo.

In attesa dei chiarimenti INPS

La disciplina dell’esonero contributivo 2026 è già definita dalla Legge di Bilancio, ma per la sua applicazione operativa si attendono i chiarimenti dell’INPS.

Se correttamente utilizzato, l’esonero contributivo può tradursi in un risparmio fino a 8.000 euro per ogni assunzione, incidendo in modo concreto sulle scelte occupazionali delle aziende nel 2026.