La prima settimana piena di gennaio è importante per molti beneficiari INPS. Tra pensioni, NASpI, bonus per famiglie e disoccupazione agricola, ecco cosa aspettarsi dal 5 al 9 gennaio, con date, requisiti e informazioni utili.
Pensioni INPS: nuovi pagamenti dal 5 gennaio
Una parte dei pensionati ha già riscosso la pensione dall’INPS lo scorso sabato 3 gennaio: si tratta dei correntisti postali. Lunedì 5 gennaio tocca invece a chi riceve l’accredito su conto corrente bancario. Le banche, infatti, il sabato non sono operative e quindi hanno fatto trascorrere il weekend prima di accreditare la pensione.
Il pagamento riguarda tutte le principali prestazioni pensionistiche: pensione di vecchiaia, anticipata, reversibilità, invalidità e assegno sociale.
Il cedolino di gennaio è particolarmente importante, perché è il primo che arriva rivalutato dell’aumento dovuto all’inflazione: nel 2026, questo si attesta sull’1,4%.
NASpI: pagamenti attesi dopo il 9 gennaio
Per la NASpI, l’indennità di disoccupazione, sono in corso le lavorazioni INPS. La conferma giunge dai Fascicoli Previdenziali degli interessati:

I pagamenti però si faranno attendere ancora un po’: non arriveranno nella settimana 5-9 gennaio, ma sono attesi indicativamente da lunedì 12 gennaio.
La presenza della festività dell’Epifania (6 gennaio) può infatti rallentare le operazioni di pagamento.
La NASpI fa sempre riferimento al mese precedente, quindi a gennaio arriva quella relativa a dicembre, e spetta ai lavoratori che hanno perso il lavoro involontariamente con almeno 13 settimane di contributi negli ultimi 4 anni.
Bonus nuovi nati e bonus nido: pagamenti senza data fissa
Per bonus nuovi nati e bonus asilo nido non esistono date di pagamento prefissate. Gli accrediti, infatti, possono arrivare in qualsiasi momento, in base allo stato della domanda e alle lavorazioni INPS.
Questi bonus sono destinati a:
- il Bonus nuovi nati (da 1.000 euro) spetta alle famiglie con figli nati nel corso del 2025. È confermato anche nel 2026, quindi potranno richiederlo anche coloro che diventeranno genitori nel corso di quest’anno.
- il Bonus Nido spetta ai genitori che sostengono spese per l’asilo nido o per l’assistenza domiciliare per un figlio affetto da gravi patologie croniche.
In entrambi i casi occorre avere un ISEE inferiore a 40.000 euro: per questo è fondamentale rinnovare l’ISEE 2026 il prima possibile. Senza un ISEE aggiornato, infatti:
- si rischia di perdere i bonus,
- oppure di ricevere solo l’importo minimo (come nel caso dell’Assegno Unico).
Disoccupazione agricola: domande aperte fino al 31 marzo sul sito dell’INPS
I braccianti agricoli che in inverno non lavorano possono, anche in questa settimana, inviare la domanda per la disoccupazione agricola. La scadenza è fissata al 31 marzo.
Possono richiederla gli operai agricoli, i piccoli coloni, i piccoli coltivatori diretti e i compartecipanti familiari.
A patto che rispettino i seguenti requisiti, ossia:
- siano iscritti negli elenchi agricoli dell’anno di riferimento;
- abbiano lavorato per almeno 102 giornate nel biennio precedente;
- possano far valere almeno due anni di anzianità nell’assicurazione contro la disoccupazione involontaria.
Ahimè, per i pagamenti ci sarà ancora da attendere parecchio. L’indennità viene infatti pagata tra giugno e luglio.
Supporto per la Formazione e il Lavoro: in partenza le lavorazioni INPS
In settimana, infine, sono attese anche le lavorazioni del Supporto Formazione e Lavoro (SFL). L’INPS infatti avvia le lavorazioni sempre 7-8 giorni prima dei pagamenti. I primi accrediti arriveranno quindi dalla prossima settimana.
Questo sussidio è destinato a:
- persone tra 18 e 59 anni,
- senza diritto all’Assegno di Inclusione,
- che partecipano a percorsi di formazione, orientamento o politiche attive del lavoro,
- con un ISEE entro i 10.140 euro.
Il beneficio economico è riconosciuto solo durante la partecipazione alle attività previste e ha un valore pari a 500 euro al mese. Come visto, anche per il Supporto Formazione e Lavoro è necessario avere un ISEE aggiornato. Senza un ISEE valido, quindi, non si accede al sussidio e l’INPS può sospendere i pagamenti.




