Metalmeccanici: 2 Nuovi Aumenti da 45 Euro in Arrivo per i Dipendenti delle Aziende Artigiane

Il 19 novembre 2024 è stato rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell’Area Meccanica Artigianato, un accordo che interessa più 500.000 addetti nei comparti metalmeccanica, installatori, orafi, odontotecnici e restauro. Il rinnovo introduce incrementi salariali distribuiti su più anni, con l’obiettivo di accompagnare l’aumento del costo della vita e garantire maggiore stabilità retributiva ai lavoratori del settore.

L’intesa definisce aumenti progressivi che si estendono fino al 2026, andando ad aggiungersi alle tranche già riconosciute nel biennio 2024-2025.

Gli aumenti previsti nel 2026: importi e date

Per quanto riguarda il 2026, il contratto stabilisce due nuovi incrementi salariali, entrambi parametrati al livello 4, che rappresenta il riferimento standard per il calcolo degli aumenti contrattuali.

Il calendario è il seguente:

  • 1° marzo 2026: aumento di 25 euro
  • 1° novembre 2026: ulteriore aumento di 20 euro

Queste somme si sommano agli incrementi già riconosciuti negli anni precedenti, completando il percorso di adeguamento salariale previsto dal rinnovo contrattuale. I due importi vanno riparametrati per tutti gli altri livelli di inquadramento e per i vari settori: per conoscere tutti gli importi completi clicca qui.

Incrementi cumulativi e continuità retributiva

Gli aumenti del 2026 non sono isolati, ma fanno parte di un pacchetto complessivo di incrementi definito dall’accordo. Nel corso del 2024 e del 2025, infatti, i lavoratori hanno già beneficiato di altre tranche, che vengono ora consolidate.

Questo meccanismo consente una crescita graduale della retribuzione, evitando salti improvvisi ma garantendo nel tempo un miglioramento strutturale delle buste paga.

Detassazione al 5%: un vantaggio in busta paga

Un elemento rilevante delle buste paga dei metalmeccanici riguarda il trattamento fiscale. Gli incrementi salariali previsti dal CCNL beneficiano della detassazione al 5%, una misura che consente ai lavoratori di percepire un importo netto più elevato rispetto a un aumento ordinario. E’ quanto prevede la Manovra di Bilancio 2026. Su 45 euro lordi complessivi di aumento detassati al 5%, il calcolo da fare è questo:

  • Imposta al 5%: 2,25 euro
  • Netto in busta paga: 42,75 euro

Il beneficio reale è proprio la tassazione ridotta, perché senza detassazione quei 45 euro sarebbero stati tassati con l’aliquota IRPEF ordinaria (23%, 25% o anche 35% a seconda del reddito).

In concreto, questo significa che una quota maggiore dell’aumento contrattuale finisce direttamente in busta paga, rafforzando l’effetto reale degli incrementi.
Per i lavoratori dell’Area Meccanica Artigianato, il rinnovo del CCNL rappresenta quindi non solo un adeguamento salariale, ma anche un miglioramento tangibile del potere d’acquisto nel medio periodo.