Bonus Figli 3.600€, Conferma INPS: Domande 2025 Valide Anche nel 2026

Il Bonus Nido continua a fare notizia anche nel 2026. In questi primi giorni dell’anno, l’INPS è tornata sul tema con un post sui social, chiarendo un punto fondamentale per molte famiglie: le domande di Bonus Nido presentate nel 2025 restano valide anche per il 2026 e per gli anni successivi, entro precisi limiti di età del bambino.

Una conferma importante, che riprende e rafforza quanto già previsto dalla circolare INPS 5 settembre 2025, n. 123.

Cos’è il Bonus Nido e quali sono i requisiti principali

Il Bonus Nido è un contributo economico riconosciuto dall’INPS per aiutare le famiglie a sostenere le spese legate alla frequenza di servizi educativi per la prima infanzia o, in alternativa, all’assistenza presso l’abitazione.

Il beneficio è destinato ai bambini di età compresa tra 0 e 3 anni e spetta ai genitori che:

  • sono residenti in Italia;
  • hanno un figlio nato, adottato o in affido entro i tre anni di età;
  • sostengono spese per la frequenza di una struttura ammessa o per l’assistenza domiciliare;
  • risultano in possesso di un ISEE inferiore a 40.000 euro.

L’importo del bonus varia in base all’ISEE minorenni e viene erogato sotto forma di rimborso delle spese sostenute, fino a un massimo annuale di 3.600 euro.

Bonus Nido: le domande 2025 valgono anche nel 2026

Con un post sui social, INPS ha chiarito che le domande di Bonus Nido presentate a partire dal 1° gennaio 2025 non si esauriscono nell’anno di presentazione.

Secondo le regole chiarite dall’INPS, la richiesta rimane valida anche per gli anni successivi, fino al mese di agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni.

bonus nido inps

Questo significa che i genitori non devono ripresentare una nuova domanda ogni anno, ma solo verificare il mantenimento dei requisiti e prenotare le mensilità per cui si intende ricevere il contributo.

Requisiti e documenti: cosa serve davvero per fare domanda

Come ricorda l’INPS nel post pubblicato sui social, per accedere al Bonus Nido è necessario allegare la documentazione di pagamento di almeno una retta.

Fa eccezione il caso degli asili nido pubblici con pagamento posticipato: in questa situazione è sufficiente dimostrare l’iscrizione o l’inserimento in graduatoria.

La procedura resta quindi semplificata per molte famiglie, soprattutto all’inizio dell’anno educativo.

Bonus a domicilio: quando è possibile richiederlo

Resta confermato anche il Bonus Nido per l’assistenza presso l’abitazione. Questa modalità è riservata ai bambini che non possono frequentare strutture educative a causa di gravi patologie croniche.

In questo caso, la domanda deve essere accompagnata da una certificazione del pediatra, che attesti l’impossibilità alla frequenza del nido.

Più strutture ammesse dal 2025: cosa cambia davvero

Una delle novità più rilevanti riguarda l’ampliamento delle strutture che danno diritto al Bonus Nido, in vigore già dal 2025. Oltre ai tradizionali asili nido pubblici e privati, il contributo è ora esteso anche a:

  • micronidi per bambini dai 3 ai 36 mesi;
  • sezioni primavera per bambini dai 24 ai 36 mesi;
  • servizi integrativi, come spazi gioco per bambini;
  • servizi educativi domiciliari;
  • centri per bambini e famiglie.

Questa estensione ha permesso a molte famiglie di rientrare nel beneficio anche se in precedenza escluse.

Domande 2025 riesaminate: INPS riapre ai benefici esclusi

Proprio alla luce delle nuove regole, l’INPS ha comunicato che le strutture territoriali stanno riesaminando le domande presentate nel 2025. L’obiettivo è accogliere le richieste precedentemente respinte perché riferite a strutture che, all’epoca, non rientravano tra quelle ammesse.

Un passaggio importante che può tradursi in pagamenti arretrati o nel riconoscimento del beneficio per famiglie finora escluse.