Buoni Pasto, la Nuova Soglia Esentasse Porta 500€ in Più ai Lavoratori

Nel 2026 arriva una novità che incide direttamente sul potere d’acquisto di milioni di lavoratori. I buoni pasto diventano più convenienti, con un aumento della soglia di esenzione fiscale che può tradursi in centinaia di euro in più ogni anno, senza tasse né contributi. Un cambiamento che, mese dopo mese, fa davvero la differenza in busta paga.

Buoni pasto: dal 2026 sale la soglia esentasse

A partire dal 2026, la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici sale da 8 a 10 euro al giorno. Lo ha previsto la Legge di Bilancio 2026 (comma 14).

Ciò però non significa che automaticamente tutti i datori di lavoro riconosceranno buoni pasto da 10 euro. L’erogazione e l’importo, infatti, sono stabiliti singolarmente del datore di lavoro e dalla contrattazione collettiva.

In ogni caso, il vantaggio è evidente. Il valore dei buoni pasto infatti:

  • non concorre alla formazione del reddito,
  • non è soggetto a IRPEF,
  • non è soggetto a contributi.

Si tratta quindi di 10 euro netti in più che arrivano nelle tasche dei lavoratori ogni mese.

Quanto valgono i buoni pasto in un mese lavorativo

Con la nuova soglia, in un mese medio di 21 giorni lavorativi, il valore massimo esentasse arriva a 210 euro (10 euro x 21 giorni). Con la vecchia soglia da 8 euro, invece, il totale mensile era di 168 euro.

La differenza mensile è quindi di 42 euro in più, completamente esentasse.

Ma il beneficio più rilevante emerge guardando all’intero anno lavorativo. Considerando circa 220 giorni lavorativi annui, infatti:

  • prima, quando valevano 8 euro, si ottenevano 1.760 euro di buoni pasto esentasse,
  • ora che la soglia arriva a 10 euro, si ottengono 2.200 euro di buoni pasto esentasse.

A parità di giornate lavorate, se il datore di lavoro riconosce il valore massimo consentito, il vantaggio annuo ammonta dunque a 440 euro. Come detto, si tratta di una cifra netta, che non passa dalla busta paga e non subisce alcuna trattenuta fiscale.

Edenred, che emette i voucher stessi, è ancora più ottimista. Parla di “Un cambiamento per aziende e lavoratori molto significativo: su una settimana di 5 o 6 giorni lavorativi – partendo da un buono pasto digitale di 8 euro – quei 2 euro in più ogni giorno possono fare la differenza perché portano in tasca a ogni persona all’incirca 500 euro netti in più all’anno“.

Cosa si può fare con i buoni pasto

I buoni pasto (anche quelli cartacei, che però restano esenti fino a 4 euro al giorno) possono essere utilizzati per:

  • fare la spesa al supermercato,
  • acquistare generi alimentari,
  • mangiare in bar, ristoranti e mense convenzionate,
  • pagare cibo pronto o da asporto.

Nella maggior parte dei casi:

  • sono utilizzabili anche nei giorni non lavorativi,
  • possono essere spesi cumulativamente (entro i limiti previsti),
  • sono accettati sia in formato elettronico che digitale.

Pertanto, aver aumentato la soglia esentasse aiuta a contrastare il caro vita e sostiene il potere d’acquisto senza aumentare il costo del lavoro. Per molti lavoratori, i buoni pasto diventano così una vera integrazione al reddito, più efficiente di un aumento lordo in busta paga.