La lunga attesa per un riconoscimento concreto del lavoro di cura potrebbe essere arrivata a un primo snodo decisivo. Con l’approvazione in Consiglio dei ministri del disegno di legge sui caregiver familiari, il 12 gennaio 2026, il Governo ha dato il via libera a un testo che ora inizierà l’iter parlamentare. Un passaggio che, nelle intenzioni dell’esecutivo, dovrebbe finalmente portare a una legge organica, dopo oltre dieci anni e più di trenta proposte rimaste senza esito.
A rivendicare il risultato è la ministra per la Disabilità Alessandra Locatelli, che in conferenza stampa ha parlato di “un punto fisso dal quale non si torna più indietro”, sottolineando che per la prima volta ci sono “risorse certe inserite in legge di Bilancio, pari a 257 milioni”.
Le tutele differenziate e il caregiver “prevalente”
Il cuore del Ddl è l’introduzione delle tutele differenziate, una scelta rivendicata dalla ministra come elemento di realismo e sostenibilità. “Partiamo da coloro che amano, curano e non vogliono essere sostituiti e lo fanno 24 ore su 24”, ha spiegato Locatelli, facendo riferimento ai caregiver con un carico assistenziale superiore alle 91 ore settimanali, circa 13 ore al giorno.
È proprio questa fascia, definita caregiver “prevalenti”, a essere destinataria della tutela economica più rilevante, riprendendo l’impianto già più volte indicato dalla ministra nei mesi scorsi.
I requisiti e il possibile contributo da 1.200 euro
Secondo il modello sostenuto da Locatelli già da qualche mese, il contributo potrà arrivare fino a 1.200 euro trimestrali per chi assiste in modo continuativo un familiare con grave disabilità. Per accedervi serviranno requisiti stringenti: ISEE entro 15 mila euro, assenza di lavoro o redditi molto bassi, e convivenza con la persona assistita. Per essere sostenuto nel nuovo DDL, però, serviranno più risorse. Non bastano quelle previste dalla legge di Bilancio 2026. E’ chiaro che si guarda a futuri interventi di integrazione delle risorse.
“Abbiamo parlato di numeri perché servono coperture normative certe”, ha chiarito la ministra, ricordando che proprio l’assenza di una platea definita ha fatto naufragare le proposte precedenti.
Piattaforma Inps e avvio graduale della misura
Nel primo anno è previsto poco più di un milione di euro per avviare la piattaforma Inps, sulla quale i caregiver potranno registrarsi. “È da lì che si formerà la platea”, ha spiegato Locatelli, precisando che le risorse più consistenti partiranno dal 2027, una volta approvata la legge.
Il testo ora passa al Parlamento. Sarà lì che si capirà se il Ddl potrà essere rafforzato su importi, requisiti e tutele o se resterà fedele all’impianto attuale, segnando comunque un primo, storico passo.




