Metalmeccanici, Svolta sulla Malattia: Più Permessi e Fino all’80% di Salario anche dopo il Comporto

La firma del rinnovo del CCNL metalmeccanici industria del 22 novembre 2025 introduce una delle novità più rilevanti degli ultimi anni sul fronte delle tutele individuali.

Le nuove regole sul trattamento in caso di malattia non riguardano solo situazioni estreme, ma rafforzano in modo strutturale le garanzie per migliaia di lavoratori, incidendo direttamente su permessi, conservazione del posto e integrazione salariale. Una svolta che interessa l’intera platea dei metalmeccanici, perché amplia diritti che entrano stabilmente nel contratto.

Dieci ore annue di permessi retribuiti per cure e visite

A partire dal 1° gennaio 2026, il contratto riconosce ai lavoratori affetti da patologie oncologiche, croniche o invalidanti – anche rare – con invalidità pari o superiore al 74% 10 ore annue di permesso dedicate a visite, esami, analisi e cure frequenti. Un diritto che vale anche per i genitori di figli minorenni con le stesse patologie. Sul punto vanno tenute in considerazione le indicazioni INPS rese note con la circolare del 19 dicembre 2025, n. 152.

Queste ore si aggiungono agli strumenti già esistenti e possono essere integrate, nella stessa giornata, con quote di PAR per coprire l’intera prestazione lavorativa. Il vantaggio è concreto: meno assenze penalizzanti e maggiore continuità di reddito.

Congedo fino a 24 mesi con posto garantito

Accanto ai permessi, il rinnovo introduce la possibilità di un congedo specifico fino a 24 mesi, continuativo o frazionato. Durante questo periodo il lavoratore conserva il posto di lavoro, anche se non percepisce retribuzione e non matura anzianità.

Il punto centrale, però, è la protezione occupazionale: il congedo scatta dopo l’esaurimento delle altre assenze e si affianca a eventuali benefici economici o giuridici già previsti dalla legge.

Lavoro agile prioritario al rientro

Una volta concluso il periodo di congedo, il contratto riconosce un diritto di precedenza all’accesso al lavoro agile, se compatibile con la mansione. Un passaggio che rafforza il rientro graduale e riduce il rischio di uscita definitiva dal ciclo produttivo.

Più giorni oltre il comporto e stipendio integrato fino all’80%

La novità forse più trasversale riguarda i lavoratori con disabilità certificata. Dal 2026, al superamento del periodo di comporto, sono previsti ulteriori giorni di conservazione del posto: 30, 45 o 60 in base all’anzianità di servizio.

Per questi periodi scatta anche un’integrazione aziendale che porta l’indennità fino all’80% della normale retribuzione. Un beneficio diretto, che rafforza la sicurezza economica e rende il nuovo CCNL uno strumento di tutela reale, non solo formale.