Buone notizie per le famiglie italiane: nel 2026 l’Assegno Unico aumenta leggermente, grazie all’adeguamento all’inflazione dell’1,4%. Non si tratta solo di qualche euro in più: le nuove soglie ISEE determinano quanto ogni famiglia percepirà e chi riceverà l’importo massimo o minimo.
Sapere come funzionano queste soglie è fondamentale per pianificare il proprio reddito familiare e non perdere soldi.
Come le soglie ISEE influenzano l’Assegno Unico
L’importo dell’Assegno Unico dipende direttamente dall’ISEE. Le nuove soglie 2026 stabiliscono:
- la soglia più bassa, pari a 17.468,51 euro: sotto questa soglia si riceve l’assegno massimo (203,80 euro al mese);
- la soglia più alta, pari a 46.582,71 euro: sopra questa soglia si riceve l’assegno minimo (58,30 euro al mese).
Anche le soglie ISEE sono state rivalutate dell’1,4%. Nel 2025, il limite che consentiva di accedere all’importo massimo mensile era infatti di 17.227,33 euro. Il limite che invece dava accesso all’importo minimo era di 45.939,56 euro.
Ciò significa che più famiglie potranno accedere all’importo massimo.
Tra queste due soglie, l’assegno viene calcolato in proporzione al reddito ISEE, diminuendo man mano che questo cresce. In pratica, più basso è l’ISEE, più alto è l’assegno; più alto l’ISEE, più l’importo si riduce fino al minimo.
L’adeguamento del 2026: importi aggiornati
Grazie all’adeguamento annuale dell’1,4%, gli importi dell’Assegno Unico 2026 cambiano leggermente rispetto al 2025:
- Assegno massimo: passa da 201 euro a 203,80 euro al mese a figlio.
- Assegno minimo: da 57,50 euro a 58,30 euro al mese a figlio.
L’adeguamento riguarda anche le maggiorazioni, ad esempio:
- famiglie con figli con disabilità,
- nuclei numerosi,
- madri under 21.
Questo significa che le famiglie più vulnerabili vedranno aumentare anche le maggiorazioni oltre all’assegno base.
Perché aggiornare l’ISEE è fondamentale
Anche se gli importi aumentano, per ricevere la somma corretta è necessario avere un ISEE aggiornato. Ogni anno, infatti, l’indicatore economico va rinnovato perché tiene conto di:
- redditi aggiornati della famiglia,
- patrimonio mobiliare e immobiliare,
- eventuali cambiamenti nei componenti del nucleo familiare.
Senza un indicatore aggiornato, INPS riconoscerà l’importo minimo mensile. Per rinnovarlo c’è tempo fino al 28 febbraio 2026: gli assegni di gennaio e febbraio verranno quindi calcolati tenendo in considerazione il vecchio ISEE.
Dopo la scadenza del 28 febbraio, l’ultima chiamata per ricevere gli arretrati decorrenti da marzo è il 30 giugno. Se l’ISEE non sarà rinnovato entro questa data, gli arretrati andranno persi.




