Scuola: Ogni Alunno Deve Avere il Suo Docente di Sostegno. La Sentenza

Molte famiglie scoprono solo a scuola iniziata che il sostegno assegnato al figlio non è realmente tutto per lui. Sulla carta le ore ci sono, ma nella pratica l’insegnante deve dividersi tra più alunni.
Su questo punto arriva una decisione molto chiara del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio: quando la disabilità è grave, il sostegno non può essere “a turni”.

Il caso concreto: ore presenti, ma divise tra più bambini

La vicenda riguarda una studentessa della scuola primaria con disabilità grave certificata.
La scuola aveva assegnato 22 ore settimanali di sostegno, ma quelle ore erano condivise con altri due alunni. In pratica: lo stesso insegnante doveva seguire tre bambini.

Il risultato era semplice da capire: nessuno dei tre aveva davvero un sostegno continuo.

Cosa ha deciso il giudice

Il Tribunale ha accolto il ricorso della famiglia e ha ordinato alla scuola di cambiare immediatamente organizzazione.
La motivazione è chiara: con una disabilità grave, il sostegno deve essere individuale, non spezzettato.

Il giudice ha imposto che alla studentessa venga garantito un insegnante dedicato, senza condivisioni, perché solo così il supporto è adeguato alla sua condizione.

Cosa significa “insegnante dedicato”, in parole semplici

Significa una cosa sola:
durante le ore di sostegno, quell’insegnante segue solo quell’alunno.

Vuol dire:

  • niente divisioni con altri studenti;
  • niente “oggi a uno, domani all’altro”;
  • presenza costante nelle attività previste.

Non vuol dire isolare il bambino, ma sostenerlo davvero dentro la classe.

Perché il Tribunale è intervenuto subito

L’anno scolastico è in corso. Continuare così avrebbe creato un danno concreto e immediato.
Per questo il giudice ha imposto l’intervento subito, anche se la decisione finale arriverà più avanti.

Il messaggio è netto e comprensibile per tutti:
se la disabilità è grave, il sostegno non si divide. Punto.