Metalmeccanici, Gennaio porta Arretrati e Aumenti dell’1,5% in Busta Paga. Ecco a Chi Spettano

Con la busta paga di gennaio 2026 per molti metalmeccanici scatteranno aumenti concreti e somme aggiuntive. È l’effetto diretto dell’applicazione dell’Elemento Economico Regionale, previsto dal Contratto Collettivo Regionale di Lavoro dell’artigianato metalmeccanico. Un meccanismo che porta in busta paga sia l’aumento strutturale sia il recupero delle somme non corrisposte nel corso del 2025.

Aumento dell’1,5% sui minimi retributivi

A partire dal 1° gennaio 2025 le parti hanno riconosciuto un Elemento Economico Regionale pari all’1,5% dei minimi retributivi in vigore a dicembre dell’anno precedente. Questo importo spetta su tutte le mensilità previste dal CCNL di settore ed è ricalcolato ogni anno entro gennaio sulla base dei minimi aggiornati.
Dal punto di vista giuridico, l’elemento ha natura pienamente retributiva e incide su tutti gli istituti diretti, indiretti e differiti, TFR compreso. Anche in caso di mancato rinnovo del contratto regionale, l’importo continuerà a essere calcolato sui minimi tabellari in vigore al 31 dicembre 2028.

Gennaio 2026: arriva l’erogazione e partono gli arretrati

Sebbene l’Elemento Economico Regionale decorra dal 2025, l’erogazione effettiva è stata programmata con la retribuzione del mese di gennaio 2026. Questo significa che nella busta paga di gennaio i lavoratori troveranno sia l’aumento mensile stabile sia una prima quota di arretrati.
Per garantire la copertura dell’intero anno 2025, gli arretrati maturati da gennaio a dicembre 2025 saranno infatti corrisposti in tre soluzioni, con le buste paga di gennaio, febbraio e aprile 2026.

Chi riguarda l’aumento e perché conta

L’Elemento Economico Regionale si applica ai lavoratori delle imprese artigiane metalmeccaniche del Piemonte che adottano il CCNL di settore, includendo anche installazione di impianti, autoriparazione, orafo, odontotecnico e restauro. Le novità provengono dall’accordo di rinnovo del CCRL Area Meccanica – Regione Piemonte sottoscritto dalle associazioni artigiane e Fim-Fiom-Uilm, lo scorso 22 dicembre 2025. La contrattazione collettiva dell’artigianato ha un secondo livello regionale: in Lombardia ad esempio gli aumenti si sono visti a partire da novembre 2026.

L’intesa del Piemonte dispone infine una quota contrattuale di 20 euro, trattenuta sulla retribuzione del mese di febbraio 2026 – con il sistema del “silenzio-assenso” – a titolo di partecipazione alle spese per il rinnovo contrattuale. La trattenuta non si applica ai lavoratori iscritti a Fim, Fiom e Uilm. I datori di lavoro sono tenuti a informare i lavoratori entro il 31 gennaio 2026, concedendo dieci giorni per l’eventuale rinuncia individuale scritta alla trattenuta.