I numeri parlano chiaro e sorprendono anche gli addetti ai lavori. Le domande di riscatto della laurea presentate all’Inps hanno registrato un aumento molto forte, segnando una vera inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti. Dopo un lungo periodo di calo, il 2025 ha visto una corsa che ha riportato questo strumento al centro delle scelte previdenziali di migliaia di lavoratori. Un dato che accende la curiosità e che spinge a chiedersi quali siano le ragioni di questa improvvisa accelerazione.
Ecco i numeri degli ultimi anni tra dipendenti pubblici e privati:

I numeri dimostrano che tra il 2024 e il 2025 l’impennata ha riguardato soprattutto gli statali. I dipendenti pubblici sono aumentati più del 100%.
Cosa c’è dietro il boom delle richieste
La crescita non è casuale. Da un lato pesano le strette progressive sulle pensioni anticipate, dall’altro l’incertezza sul futuro dei requisiti anagrafici e contributivi. Molti lavoratori, soprattutto nella fascia tra i 30 e i 55 anni, hanno iniziato a fare i conti con una prospettiva sempre più lontana di pensionamento. In questo contesto, il riscatto della laurea torna a essere percepito come una leva concreta, capace di trasformare anni di studio in contributi utili.
Sempre meno alternative per uscire prima
Il quadro normativo spiega gran parte del fenomeno. Quota 103 è stata di fatto ridimensionata, Opzione Donna ha perso attrattiva e gli scivoli pensionistici sono diventati più rari e selettivi. Per molti lavoratori non restano più scorciatoie. Il risultato è che il riscatto della laurea, pur costoso, appare oggi come una delle pochissime soluzioni ancora disponibili per avvicinare l’uscita dal lavoro prima dei 67 anni previsti dalla vecchiaia ordinaria.
Una scelta onerosa ma strategica
Pagare anche decine di migliaia di euro non è una decisione leggera, ma sempre più persone la considerano un investimento. Riscattare gli anni universitari significa aumentare l’anzianità contributiva e, in alcuni casi, anticipare di diversi anni il pensionamento.
Non a caso, la corsa riguarda sia i giovani, spinti dalla paura di lavorare fino a 70 anni, sia i lavoratori maturi, che cercano un’ultima strada per uscire prima. In un sistema con poche alternative, il riscatto della laurea resta una delle ultime chiavi ancora disponibili.




