L’annuncio del nuovo bonus caregiver fino a 400 euro al mese, previsto dal 2027, ha acceso più di una preoccupazione tra le famiglie che oggi ricevono l’Assegno di Inclusione per la presenza di una persona con disabilità.
La domanda è una sola: chi assiste un familiare non autosufficiente e ottiene il bonus caregiver perderà l’AdI?
Alcuni elementi aiutano a fare chiarezza e a ridimensionare i timori. Vediamo nel dettaglio.
Cos’è il bonus caregiver e a chi è destinato
Il contributo nasce per riconoscere il ruolo di chi si prende cura ogni giorno di un familiare non autosufficiente, spesso rinunciando al lavoro o riducendo drasticamente le entrate. Non si tratta di un aiuto automatico, ma di una misura mirata e selettiva, legata a requisiti precisi.
Il bonus potrà arrivare fino a 400 euro al mese, erogati ogni tre mesi (massimo 1.200 euro a trimestre), sarà esentasse e non inciderà sull’ISEE. Per accedervi serviranno:
- assistenza diretta e non retribuita a una persona non autosufficiente, disabile o titolare di indennità di accompagnamento;
- assenza di lavoro o redditi molto bassi (fino a 3.000 euro lordi l’anno);
- ISEE non superiore a 15.000 euro;
- riconoscimento formale da parte dell’INPS.
La domanda potrà essere presentata solo dopo l’attivazione di una piattaforma dedicata, prevista nel 2026, mentre i pagamenti partiranno dal 2027.
AdI e bonus caregiver: si possono cumulare?
È qui che nascono i dubbi di chi oggi percepisce l’Assegno di Inclusione, soprattutto nei nuclei in cui l’accesso al sussidio è legato proprio alla presenza di una persona con disabilità.
Va chiarito subito un punto: non esiste ancora una regola ufficiale che stabilisca se bonus caregiver e AdI saranno cumulabili oppure no. Per ora, infatti, è stato approvato solo il disegno di legge. Adesso parte l’iter parlamentare, e il testo potrà essere ulteriormente modificato.
Tuttavia, l’obiettivo dichiarato del bonus caregiver è sostenere l’assistenza familiare, non penalizzare chi già riceve un aiuto per la stessa condizione di fragilità. In questa logica, è difficile immaginare che chi oggi riceve l’AdI perché assiste un disabile venga automaticamente escluso o danneggiato (per esempio ridimensionando o eliminando i carichi di cura).
È quindi plausibile che il bonus venga considerato compatibile con l’Assegno di Inclusione, oppure che venga costruito un meccanismo di coordinamento, evitando penalizzazioni.
Resta però un elemento politico da considerare.
Il nodo politico: niente accavallamenti di aiuti
Negli ultimi anni il Governo Meloni ha più volte ribadito un principio chiaro: chi riceve un sostegno pubblico difficilmente può accedere ad altri aiuti, per evitare sovrapposizioni e allargare la platea dei beneficiari. Facendo un esempio pratico, chi percepisce l’Assegno di Inclusione è automaticamente escluso dalla Carta Dedicata a te.
Questo significa che non si può escludere, in linea teorica, che il legislatore scelga di:
- rendere il bonus caregiver alternativo ad altre misure;
- oppure limitarne l’accesso a chi non percepisce già un sostegno al reddito.
Ma si tratta, al momento, solo di ipotesi. Nessuna decisione è stata ancora presa.
C’è tempo per chiarire: tutto parte dal 2027
Un aspetto fondamentale ridimensiona le preoccupazioni: il bonus caregiver non partirà prima del 2027. Prima ci sarà:
- l’approvazione definitiva della legge;
- la definizione dei criteri INPS;
- il chiarimento sulle compatibilità con l’AdI e con le altre misure.
Per i percettori dell’Assegno di Inclusione, quindi, non cambia nulla nell’immediato. Le regole attuali restano valide e solo nei prossimi mesi si capirà se e come le due misure potranno convivere.




