Statali: 300 Euro di Aumento Complessivo Col Rinnovo Contrattuale Entro Pasqua

Dopo la breve fase di avvio chiusa prima di Natale, il rinnovo dei contratti della Pubblica amministrazione entra finalmente nel vivo.

Con la riunione all’Aran di queste ore si apre una stagione decisiva, che riguarda milioni di dipendenti pubblici e che, nelle intenzioni del ministro per la PA Paolo Zangrillo, dovrebbe chiudersi in tempi molto più rapidi rispetto al passato.

Il 2026 sarà un anno chiave: proprio allora inizieranno a vedersi gli effetti pieni degli aumenti contrattuali, grazie a una tornata 2025-2027 che, per la prima volta, potrebbe essere rinnovata dentro il triennio di riferimento.

Funzioni centrali: ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici nazionali

Il comparto delle Funzioni centrali fa da apripista, come da tradizione, e detta il ritmo anche per gli altri settori della PA. Qui rientrano 204.590 dipendenti di ministeri, Agenzia delle Entrate, Dogane, Inps, Inail ed enti pubblici non economici.

Le tempistiche sono le più avanzate: l’obiettivo è raggiungere l’intesa prima di Pasqua 2026. Gli aumenti in busta paga sono chiari:

  • +55 euro lordi mensili dal 1° gennaio 2025;
  • +111 euro lordi nel corso del 2026;
  • +167 euro lordi a regime dal 1° gennaio 2027.

Si tratta di incrementi simili a quelli già visti nel contratto 2022-2024, che aveva portato circa 166 euro medi lordi.

Statali della Sanità: aumenti più consistenti ma trattativa più complessa

Dopo le Funzioni centrali, l’attenzione si sposta sulla sanità, uno dei comparti più delicati.
Qui le trattative sono più complesse, ma l’agenda del Governo punta comunque a chiudere entro il 2026.

Sommando il rinnovo 2022-2024 e quello 2025-2027, gli aumenti complessivi per il personale sanitario arrivano poco sotto i 300 euro lordi mensili.

A rafforzare le buste paga contribuiscono anche:

  • i fondi aggiuntivi già stanziati;
  • le misure specifiche per il salario accessorio.

Dopo la firma definitiva per i dirigenti sanitari (attesa a breve per il ciclo precedente), il nuovo rinnovo entrerà nel vivo nel corso del 2026.

Enti locali: Comuni e Regioni tra vincoli e nuovi fondi

Il percorso prosegue con Regioni, Comuni ed enti locali, che rientrano nei cosiddetti settori “non statali”. Qui gli aumenti devono essere garantiti dagli enti nei propri bilanci, ma l’obiettivo resta quello di allineare le buste paga a quelle dello Stato.

Anche per questo comparto gli aumenti cumulati delle due tornate si avvicinano ai 300 euro mensili lordi. Sono inoltre previsti fondi aggiuntivi per sostenere le quote accessorie. In particolare arriveranno:

  • 50 milioni nel 2027;
  • 100 milioni dal 2028.

Le intese sul contratto 2022-2024 sono attese in Consiglio dei ministri a breve, mentre il rinnovo 2025-2027 entrerà nel vivo nel corso del 2026.

Statali della scuola: aumenti più graduali, ma continui

Il comparto istruzione segue un percorso parallelo a quello di sanità ed enti locali.
Le trattative non sono ancora nel vivo come per le Funzioni centrali, ma gli atti di indirizzo sono attesi a breve.

Anche qui, guardando al 2026:

  • gli aumenti mensili derivano dalla somma delle due tornate contrattuali;
  • il recupero salariale resta graduale, ma continuo.

Il rinnovo 2025-2027 dovrebbe portare benefici stabili, soprattutto grazie alla possibilità – nuova per la PA – di firmare i contratti senza anni di ritardo.

Dirigenti statali: chiusura del vecchio ciclo e nuovo avvio

In parallelo alle nuove trattative, il Governo sta chiudendo anche il ciclo precedente. Nel 2026 si completerà infatti:

  • la firma definitiva per dirigenti di Regioni ed enti locali, la cui intesa è attesa per il consiglio dei ministri della prossima settimana;
  • subito dopo, l’accordo per i dirigenti sanitari.

Questo permetterà di ripartire con il nuovo rinnovo 2025-2027 senza sovrapposizioni e ritardi, un passaggio fondamentale per rendere gli aumenti più tempestivi e meno concentrati negli arretrati.

Aumenti reali e fisco: quanto pesa il 2026 in busta paga

Dopo aver chiarito tempi e aumenti dei vari comparti, resta da capire come questi rinnovi si tradurranno davvero nella busta paga del 2026. L’inflazione degli ultimi anni ha lasciato ferite profonde: tra il 2015 e il 2025 i prezzi sono saliti del 24%, mentre le retribuzioni contrattuali della PA del 14,8%.

Ma il quadro va completato con le misure fiscali, che incidono direttamente sul netto:

Proprio nel 2026 questi strumenti renderanno gli aumenti più visibili in busta paga, soprattutto per i redditi medio-bassi, tipici del pubblico impiego.