Il confronto per il rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027 entra nel vivo con la terza riunione negoziale svoltasi il 20 gennaio 2026 presso l’ARAN. L’incontro ha segnato un passaggio preliminare ma significativo: per la prima volta è stata presentata una bozza di lavoro sugli articoli iniziali del futuro contratto, aprendo il dibattito su relazioni sindacali, organizzazione del lavoro e introduzione dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione.
Se da un lato il tavolo ha iniziato ad affrontare temi strutturali e normativi, dall’altro restano ampie aree ancora scoperte, in particolare quelle economiche e di sviluppo professionale. Di seguito un’analisi dettagliata di ciò che è stato discusso, delle posizioni espresse e, soprattutto, di ciò che ancora manca per dare risposte concrete ai lavoratori delle Funzioni Centrali.
Un avvio di confronto sugli articoli “di cornice” del Contratto Statali
La riunione si è concentrata sugli articoli iniziali del CCNL, quelli che definiscono l’architettura del contratto e ne orientano l’applicazione pratica negli anni di vigenza. L’ARAN ha illustrato una prima bozza focalizzata su due pilastri:
- il sistema delle relazioni sindacali;
- l’impatto dell’innovazione tecnologica, con particolare riferimento all’intelligenza artificiale nel lavoro pubblico.
Si tratta di una fase ancora esplorativa: non sono stati presentati testi definitivi, né tantomeno proposte economiche. Tuttavia, l’impostazione scelta evidenzia la volontà di partire dalle regole del gioco prima di entrare nel merito di stipendi, progressioni e istituti contrattuali più attesi dal personale.
Relazioni sindacali: verso un ruolo più incisivo
Uno dei temi centrali del confronto ha riguardato l’ampliamento del perimetro delle relazioni sindacali. È stata avanzata la richiesta di rafforzare il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali in alcuni processi decisionali delle amministrazioni, superando una logica puramente informativa e puntando a una partecipazione più strutturata.
Particolare attenzione è stata posta sulla necessità di prevedere livelli di relazioni sindacali su base regionale, soprattutto nelle amministrazioni che operano con articolazioni territoriali complesse. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il confronto più aderente alle realtà organizzative locali, riducendo distanze e rigidità che spesso generano contenziosi o disfunzioni applicative.
Questa impostazione, se accolta nel testo contrattuale, potrebbe incidere in modo significativo sul rapporto tra lavoratori, sindacati e amministrazioni, ma resta da capire quanto spazio l’ARAN sarà disposta a concedere nella versione definitiva del CCNL.
Tutele individuali, buono pasto e gestione delle ferie
Nel corso dell’incontro sono emerse anche richieste su istituti concreti che incidono sulla vita quotidiana dei dipendenti pubblici.
Tra queste:
- la previsione di una tutela specifica per i lavoratori con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento), tema sempre più rilevante in un contesto lavorativo fortemente digitalizzato;
- l’aumento del valore del buono pasto, giudicato non più adeguato al costo della vita attuale, pur riconoscendo che l’ostacolo principale è rappresentato dai limiti fissati dalla normativa vigente;
- la possibilità di una fruizione ad ore di alcuni giorni di ferie, per favorire una maggiore flessibilità nella conciliazione vita-lavoro;
- una revisione delle modalità di programmazione delle ferie, che in diverse amministrazioni ha prodotto rigidità e disagi organizzativi.
Si tratta di proposte che intercettano esigenze diffuse tra il personale, ma che richiedono un lavoro di traduzione normativa complesso e, in alcuni casi, anche interventi esterni al perimetro contrattuale.
Formazione e intelligenza artificiale: opportunità e criticità nel prossimo Contratto Statali
Altro capitolo affrontato è stato quello della formazione, descritta come un ambito che, da diritto e opportunità, si è talvolta trasformato in un fattore problematico. Le criticità segnalate riguardano soprattutto:
- la scarsa trasparenza nei percorsi formativi;
- la mancanza di informazioni chiare sui criteri di accesso e sugli effetti della formazione sulla carriera.
Sul fronte dell’intelligenza artificiale, il confronto è entrato in una fase più delicata. Sono stati evidenziati i potenziali rischi legati all’uso dell’IA nel lavoro pubblico, in particolare per quanto riguarda:
- l’organizzazione del lavoro;
- il controllo delle prestazioni;
- le possibili ricadute sul rapporto di lavoro.
Su questo punto, l’ARAN ha precisato che la bozza attualmente in discussione fa riferimento a sistemi di IA non generativi, dichiarando la disponibilità a inserire chiarimenti testuali e ad approfondire il tema nei prossimi incontri. Una precisazione importante, ma che non esaurisce i timori legati all’evoluzione tecnologica nel pubblico impiego.
Cosa manca ancora nel negoziato sul CCNL 2025-2027
Nonostante l’avvio del confronto su temi rilevanti, il quadro che emerge è quello di una trattativa ancora incompleta. Al momento mancano del tutto o risultano appena sfiorati alcuni nodi fondamentali:
- Parte economica: nessuna indicazione su aumenti stipendiali, risorse disponibili, indennità o meccanismi di recupero dell’inflazione.
- Progressioni economiche e di carriera: assenza di riferimenti a sviluppi professionali, differenziali stipendiali e valorizzazione dell’esperienza.
- Ordinamenti professionali: nessun aggiornamento sulle aree, sui profili e sulle mansioni, tema cruciale dopo le riforme degli ultimi anni.
- Lavoro agile e flessibilità: non sono state affrontate le modalità di regolazione strutturale dello smart working nel periodo post-emergenziale.
- Tempi della trattativa: manca una roadmap chiara che indichi quando si entrerà nel merito delle questioni più attese dai lavoratori (anche nei giorni scorsi si era parlato di una chiusura entro Pasqua 2026).
In sostanza, la discussione è ancora ferma alla cornice normativa, mentre i contenuti economici e professionali restano tutti da costruire.
Prospetto riassuntivo dell’incontro

La prossima riunione è stata calendarizzata per il 3 febbraio 2026. Sarà un appuntamento decisivo per capire se il tavolo negoziale intende restare su un piano introduttivo o se inizierà finalmente ad affrontare i contenuti sostanziali del rinnovo contrattuale. Per i lavoratori delle Funzioni Centrali, il vero banco di prova resta quello delle risposte economiche e professionali, senza le quali il CCNL rischia di rimanere un esercizio formale più che uno strumento di reale valorizzazione del lavoro pubblico.




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