La Rottamazione-quinquies entra nella fase operativa: sul sito di Agenzia delle entrate-Riscossione è online sia il servizio per presentare la domanda, sia il prospetto dei debiti “rottamabili” con l’importo già ricalcolato in misura agevolata. L’obiettivo è chiaro: dare subito ai contribuenti una fotografia dei carichi che possono rientrare nella definizione e permettere una scelta consapevole tra saldo unico o rateazione lunga.
Domanda entro il 30 aprile: dove si fa e cosa serve
La richiesta va inviata solo online entro il 30 aprile 2026 nella sezione “Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies)” del sito di AdER, disponibile sia in area riservata sia in area pubblica.
In area riservata (accesso con Spid, Cie, Cns e, per professionisti/imprese, anche credenziali Agenzia Entrate) il sistema mostra direttamente i soli debiti rottamabili: si selezionano quelli di interesse e si indica se pagare in unica soluzione oppure a rate.
Prospetto informativo: importo agevolato in anticipo e link via e-mail
Per agevolare la decisione, è attivo anche il servizio che consente di chiedere il prospetto informativo con l’elenco dei carichi definibili e il totale dovuto in forma agevolata.
Dall’area riservata, dopo la compilazione, arriva una e-mail entro 12 ore con il link per scaricare il prospetto (utilizzabile entro 5 giorni). In area pubblica si compila il form e si allega il documento: dopo la verifica degli uffici, si riceve comunque la mail con link valido 5 giorni.
Quali debiti entrano (e quali no): perimetro più selettivo
La misura riguarda i carichi affidati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, ma solo per: imposte dichiarate e non versate (anche da controlli 36-bis/36-ter e 54-bis/54-ter), contributi Inps omessi (esclusi quelli da accertamento) e sanzioni del Codice della strada affidate dalle Prefetture.
Rientrano anche debiti di precedenti rottamazioni o “saldo e stralcio” decaduti, e quelli della Rottamazione-quater (o riammissione) con benefici persi al 30 settembre 2025; restano invece fuori i piani quater in regola con tutte le rate scadute pagate alla stessa data.
Per maggiori informazioni è possibile consultare le FAQ dell’Agenzia delle Entrate.
Quanto si paga e quando: 54 rate in 9 anni, minimo 100 euro
Il vantaggio economico è nel “taglio” delle componenti accessorie: si paga solo il capitale residuo più spese esecutive e diritti di notifica. Non si pagano sanzioni, interessi, interessi di mora, sanzioni civili previdenziali e aggio; per le multe Prefettura non si pagano nemmeno le maggiorazioni/interessi e l’aggio.
Il piano può arrivare a 54 rate bimestrali in 9 anni, di pari importo, con rata non inferiore a 100 euro. La prima (o unica) rata scade il 31 luglio 2026; AdER invierà entro il 30 giugno 2026 la Comunicazione delle somme dovute con esito, importi e moduli di pagamento. La definizione salta con mancato/insufficiente pagamento della prima/unica rata, oppure di due rate anche non consecutive, o dell’ultima.




