La procedura per l’attribuzione delle posizioni economiche del personale ATA entra finalmente in una fase decisiva, segnando un cambio di passo significativo rispetto al passato. L’incontro svoltosi il 20 gennaio 2026 presso la Direzione generale per il personale scolastico ha chiarito i criteri di abbinamento tra candidati e sedi d’esame per la prova finale di valutazione, introducendo soluzioni organizzative che puntano a ridurre i disagi, migliorare l’accessibilità territoriale e garantire una gestione più razionale delle prove.
Al centro della nuova impostazione vi è l’abbandono definitivo del criterio alfabetico, sostituito da un sistema basato sulla vicinanza geografica alla sede di servizio effettiva. Una scelta che produce risultati concreti: la distanza media per raggiungere la sede d’esame si attesta a 8,7 km, con il 75% dei candidati entro 13,2 km e solo lo 0,3% oltre i 50 km. Numeri che raccontano una procedura più equa e più attenta alle reali condizioni di lavoro del personale coinvolto.
Un algoritmo che cambia le regole del gioco
La vera innovazione della procedura risiede nell’algoritmo sviluppato con il supporto delle strutture tecniche del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Il nuovo sistema di abbinamento tiene conto non più del cognome dei candidati, ma della sede di servizio effettiva, incrociando i dati con la disponibilità delle aule informatiche sul territorio.
L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato garantire l’efficienza logistica, dall’altro assicurare un’equa accessibilità territoriale. I risultati dimostrano che, pur non potendo collocare tutti i candidati nella propria scuola di servizio, la stragrande maggioranza potrà sostenere la prova all’interno della provincia di appartenenza, con spostamenti contenuti e sostenibili.
Solo in casi del tutto residuali, legati a specifiche esigenze organizzative, sarà necessario superare i confini provinciali. Si tratta comunque di eccezioni marginali, che non compromettono l’impianto complessivo della procedura.
Organizzazione delle prove e ruolo degli Uffici scolastici regionali
Le prove finali saranno distribuite su sette turni, secondo una pianificazione già definita nel mese di dicembre. Questa articolazione consente di trovare un equilibrio tra diversi fattori: riduzione del numero di aule attivate, contenimento delle distanze per i candidati e garanzia di un numero adeguato di collaboratori scolastici per l’apertura e la vigilanza delle sedi.
La configurazione elaborata è stata caricata sulla piattaforma CINECA, opportunamente aggiornata per gestire le nuove funzionalità. In particolare, viene introdotta per la prima volta la convocazione individuale, che permetterà a ciascun candidato ATA di consultare direttamente la propria sede, data e turno d’esame nell’area riservata.
Gli Uffici scolastici regionali avranno la possibilità di intervenire con aggiustamenti limitati, soprattutto per la gestione di situazioni delicate come disabilità, maternità o improvvise indisponibilità delle aule. Eventuali modifiche sostanziali resteranno comunque sotto la loro diretta responsabilità, garantendo un controllo territoriale puntuale senza compromettere l’impianto nazionale.
Le nuove Posizioni Economiche: numeri, risorse e platea coinvolta
Sul piano economico, l’intervento è di ampia portata. L’Amministrazione ha stanziato 67 milioni di euro per l’istituzione di 50.547 nuove posizioni economiche destinate al personale ATA. Di queste, 31.000 riguardano i Collaboratori scolastici e 13.000 gli Assistenti, mentre la restante quota interessa altri profili dell’area ATA.
A queste risorse si aggiungono altri 70 milioni di euro finalizzati alla rivalutazione delle 51.941 posizioni economiche già in godimento. Un investimento complessivo che punta non solo a riconoscere le competenze acquisite, ma anche a rafforzare la motivazione e la stabilità professionale di una componente essenziale del sistema scolastico.
Va ricordato che la valorizzazione economica è pensionabile al 100%, un elemento di grande rilievo soprattutto per il personale con maggiore anzianità di servizio, che potrà vedere riflesso l’incremento anche sul trattamento previdenziale futuro.
Formazione, prova finale e graduatorie provinciali
Nonostante l’importante stanziamento economico, i tempi di attuazione della procedura restano articolati. In una prima fase, gli Ambiti Territoriali dovranno attribuire la posizione economica a chi ha già superato in passato il corso di formazione previsto.
Successivamente saranno attivati corsi di formazione di 20 ore, strutturati in videolezioni fruibili in modalità asincrona. I contenuti saranno strettamente legati al profilo professionale di riferimento e riservati al personale ATA a tempo indeterminato con almeno cinque anni di servizio nell’area.
Al termine del percorso formativo è prevista una prova finale di valutazione, composta da 20 quesiti a risposta multipla, da svolgersi in modalità telematica da remoto. La durata della prova sarà di 30 minuti e l’accesso sarà consentito solo a chi avrà frequentato almeno il 75% delle videolezioni.
Solo dopo il superamento della prova finale potranno essere stilate le graduatorie provinciali, che avranno validità triennale. Un arco temporale che consente una programmazione più stabile delle attribuzioni e riduce la necessità di procedure frequenti e frammentate.
Incrementi economici: quanto cresce lo stipendio ATA
Gli incrementi annui previsti variano in base al profilo e alla posizione economica conseguita. Per i Collaboratori scolastici l’aumento oscilla tra 600 e 700 euro lordi annui, mentre per gli Operatori si va da 600 a 800 euro lordi.

Gli Assistenti beneficeranno di incrementi più consistenti: 1.200–1.300 euro lordi per la prima posizione economica e 1.800–2.000 euro lordi per la seconda. Importi che, al netto delle trattenute, rappresentano comunque un miglioramento tangibile del trattamento economico complessivo.
Tabella riassuntiva della procedura ATA 2026





