Pensione a 70 Anni: Ecco Cosa Rischiano gli Autisti

Trasporti

Negli ultimi giorni sta circolando con insistenza la notizia di una presunta “pensione a 70 anni per gli autisti dei tir” che potrebbe estendersi anche agli autisti di Autobus e Scuolabus (patente D). Titoli forti, che però rischiano di creare confusione tra lavoratori e famiglie. In realtà non esiste – per il momento – alcuna riforma approvata né un obbligo di lavorare fino a 70 anni.

Si tratta, allo stato attuale, di un’ipotesi tecnica legata alla guida dei mezzi pesanti e non ai requisiti pensionistici. Fare chiarezza è fondamentale, soprattutto per chi svolge un lavoro già riconosciuto come gravoso.

Non si parla di pensione, ma di età massima alla guida

Il punto centrale riguarda l’età entro cui è consentito guidare camion e tir, non l’età di accesso alla pensione. Oggi la normativa prevede che la guida dei mezzi pesanti oltre le 20 tonnellate sia consentita fino a 68 anni, con rinnovi annuali subordinati a visite mediche stringenti. L’ipotesi di cui si discute consisterebbe in un possibile innalzamento del limite da 68 a 70 anni, esclusivamente per chi supera controlli sanitari rafforzati.

Un’ipotesi allo studio, non una norma in vigore

È importante chiarirlo: non esiste alcuna legge approvata che porti l’età pensionabile degli autisti a 70 anni. Non esistono decreti, né modifiche al sistema previdenziale. Le ipotesi – e tali sono, per ora – sono emerse nel confronto tra istituzioni e associazioni datoriali dell’autotrasporto, con l’obiettivo dichiarato di contrastare la carenza di conducenti professionali. Restano, però, proposte non tradotte in norme.

Perché se ne parla: la carenza di autisti

Il settore dell’autotrasporto, ma anche del noleggio bus, soffre da tempo una grave mancanza di personale. Età media elevata, pochi giovani in ingresso, condizioni di lavoro difficili. In questo contesto alcune imprese chiedono di estendere la possibilità di restare alla guida per chi lo desidera. Ma questa strada viene considerata da molti una soluzione tampone, non strutturale.

La posizione dei sindacati e i nodi aperti

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno espresso più volte contrarietà. Il motivo è chiaro: sicurezza stradale, fatica fisica, riconoscimento del lavoro come usurante. Per i sindacati il problema non è “lavorare di più”, ma lavorare meglio e andare prima in pensione. Ed è su questo terreno che il confronto resta aperto.