INPS Paga un Assegno ai Figli da 99€ al Mese per 3 Anni: Ecco Chi Può Richiederlo

Inps

Quando si parla di Assegno Unico e Universale, la maggior parte delle persone pensa immediatamente ai genitori che presentano la domanda all’INPS per i figli minorenni. Ma cosa succede quando il figlio compie 18 anni? Può richiedere l’assegno direttamente per sé? La risposta è , ma con alcune regole importanti.

Scopriamo insieme come funziona, chi può farlo e qual è l’importo spettante.

Assegno Unico, i figli maggiorenni possono presentare la domanda?

L’Assegno Unico è un sostegno economico mensile erogato dall’INPS per le famiglie con figli a carico fino ai 21 anni (e senza limiti di età per figli con disabilità). L’importo che si riceve dipende dall’ISEE familiare (indicatore della situazione economica), dal numero dei figli e dalla loro età.

La domanda può essere presentata:

  • da uno dei due genitori che esercitano la responsabilità genitoriale, a prescindere dalla convivenza con il figlio;
  • dal tutore del figlio o del genitore, nell’interesse esclusivo del tutelato;
  • dai figli, al compimento della maggiore età.

INPS fa sapere che questi ultimi “possono presentare la domanda in sostituzione di quella eventualmente già presentata dai genitori, richiedendo il pagamento diretto della quota di Assegno loro spettante“.

Pertanto, al compimento dei 18 anni, il figlio può presentare la domanda di Assegno Unico in autonomia, anche se i genitori ne hanno già presentata una per lui. In questo caso la domanda del figlio sostituisce quella dei genitori e permette di ricevere la quota di assegno spettante direttamente al giovane.

Requisiti per i figli maggiorenni

Per continuare a ricevere l’Assegno Unico fino ai 21 anni, il figlio maggiorenne deve però soddisfare almeno una delle seguenti condizioni:

  1. frequentare un percorso di studi, ad esempio:
    • un corso di formazione scolastica o professionale,
    • un corso di laurea;
  2. svolgere un lavoro o un tirocinio e avere un reddito complessivo inferiore a 8.000 euro annui;
  3. essere registrato come disoccupato e in cerca di un lavoro presso i centri per l’impiego;
  4. svolgere il servizio civile universale.

Se almeno uno di questi requisiti è soddisfatto, il figlio può ricevere l’assegno fino ai 21 anni.

Come si presenta la domanda

Il figlio maggiorenne può fare la domanda:

  • online sul sito dell’INPS tramite SPID/CIE/CNS;
  • tramite il numero verde INPS 803.164;
  • tramite patronati o CAF.

La domanda va presentata ogni anno. Se inviata tra il 1° marzo e il 30 giugno, l’assegno spetta con retroattività da marzo. Se presentata dopo il 30 giugno, la prestazione decorre dal mese successivo alla presentazione.

L’importo dell’Assegno quando il figlio ha 18 anni

È importante sapere che l’assegno pagato per i figli dai 18 ai 21 anni è più basso rispetto a quello riconosciuto ai figli minorenni, anche a parità di ISEE. Questo significa che, pur restando valido il diritto alla prestazione, l’INPS applica una riduzione automatica dell’importo una volta raggiunta la maggiore età. La logica dell’Assegno Unico prevede infatti un sostegno più forte nei primi anni di vita del figlio.

Al momento, l’INPS non ha ancora pubblicato le tabelle ufficiali degli importi per il 2026. Come di consueto, dovrebbero arrivare nel mese di febbraio. Tuttavia, un dato è già noto: l’aumento previsto rispetto al 2025 è pari all’1,4%, legato all’adeguamento al costo della vita.

Sulla base di questo incremento, l’importo massimo dell’Assegno Unico per un figlio maggiorenne sale a 99,07 euro al mese nel 2026 (nel 2025 era pari a 97,70 euro).