Dopo mesi di attesa, per una parte consistente del pubblico impiego arriva il via libera definitivo ai rinnovi contrattuali. Il Consiglio dei ministri ha infatti sbloccato i CCNL 2022-2024 per i dipendenti di Regioni ed enti locali, aprendo la strada agli aumenti in busta paga e al pagamento degli arretrati. Per molti lavoratori l’effetto concreto si vedrà già nel cedolino di marzo, con incrementi medi pari a 140 euro al mese.
Il via libera del Governo ai contratti 2022-2024
Il “bollino” dell’Esecutivo è arrivato sugli accordi siglati a inizio novembre e riguarda due platee distinte. Da un lato il personale del comparto Regioni ed enti locali, circa 500mila dipendenti, dall’altro dirigenti e segretari comunali e provinciali.
Gli accordi hanno superato il controllo della Ragioneria generale dello Stato e attendono ora solo la certificazione della Corte dei Conti, che ha quindici giorni di tempo. Dopo questo passaggio formale, i testi torneranno all’ARAN per la firma definitiva.
Aumenti da 140 euro e arretrati fino a 2.400 euro
Per il personale non dirigente l’aumento medio atteso è di circa 140 euro lordi al mese, con arretrati una tantum intorno ai 2.400 euro. Si tratta di cifre medie, che possono variare in base all’inquadramento e all’anzianità.
Il rinnovo riguarda i dipendenti di Comuni, Province, Città metropolitane, Regioni, Unioni di Comuni, Comunità montane e altri enti territoriali, una platea che rappresenta una parte essenziale della pubblica amministrazione sul territorio.
Dirigenti e segretari: importi più elevati
Per dirigenti e segretari comunali e provinciali, circa 13mila persone, gli incrementi sono più consistenti. Gli aumenti medi raggiungono 444 euro al mese, mentre gli arretrati oscillano tra 3.000 e 6.000 euro, anche in funzione delle somme già riconosciute come indennità di vacanza contrattuale.
Non solo enti locali: si apre il triennio 2025-2027
Nella stessa seduta il Governo ha approvato anche l’accordo che completa il contratto del nuovo profilo del tecnologo a tempo indeterminato nelle università. Il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo ha parlato di un segnale di continuità nei rinnovi.
Intanto è già partita la macchina per il rinnovo del CCNL 2025-2027. Il negoziato è avviato per ministeri, agenzie fiscali ed enti pubblici non economici, mentre Regioni ed enti locali lavorano all’atto di indirizzo che dovrebbe arrivare entro febbraio.




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