Dopo mesi di negoziato e una lunga notte di trattativa è stata firmata l’ipotesi di accordo per il contratto integrativo 2026-2028 del gruppo Piaggio. Un’intesa che arriva in un contesto segnato da forti incertezze economiche e geopolitiche e che assume un valore rilevante perché punta a tutelare i salari e a rafforzare gli elementi normativi a favore delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici del gruppo. Ma che registra un importante passo in avanti sul fronte del miglioramento dei livelli medi (nazionali) del premio di risultato.
Premio di risultato in aumento e anticipi mensili più alti
Sul piano economico l’accordo introduce un incremento significativo del premio di risultato. Il valore a regime per il livello 1 sale da 1.860 a 2.580 euro annui, con un aumento complessivo di 720 euro.
Parallelamente crescono anche gli anticipi mensili, che passeranno dagli attuali 155 euro a 180 euro nel 2026, 200 euro nel 2027 e 215 euro nel 2028. L’intesa prevede inoltre criteri di maturazione di miglior favore, rafforzando la certezza del premio per una platea più ampia di addetti.
Diritti, relazioni sindacali e voto dei lavoratori
Accanto agli aspetti economici, l’ipotesi di accordo interviene sul piano normativo, migliorando il sistema di relazioni sindacali e alcuni elementi della disciplina del rapporto di lavoro.
«La firma dell’integrativo tutela i salari e riconosce importanti elementi normativi», ha dichiarato Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale Piaggio per la Fiom-Cgil. Ora la parola passa ai lavoratori: nel mese di febbraio sono previste assemblee in tutti i siti del gruppo, con voto vincolante sull’ipotesi raggiunta.
Piaggio e il trend dei premi di produttività in Italia
L’accordo Piaggio si inserisce in un quadro nazionale che vede il settore metalmeccanica in espansione.
A metà gennaio risultano 9.114 contratti di produttività attivi, 107 in più rispetto alla rilevazione del 15 dicembre 2025. L’88% è costituito da accordi aziendali, il resto da intese territoriali.
Il premio medio annuo ha raggiunto 1.712 euro lordi, in crescita rispetto al passato. Nell’ultimo anno, inoltre, oltre 5 milioni di lavoratori hanno ricevuto premi di produttività detassati, con un importo medio superiore a 1.600 euro annui, confermando il ruolo centrale della contrattazione integrativa nel sostegno ai salari.




