La settimana dal 2 al 6 febbraio 2026 si presenta come una delle più dense di mobilitazioni sindacali di inizio anno. Gli scioperi coinvolgono treni, trasporto pubblico locale, porti, igiene ambientale, sanità privata e servizi aeroportuali, con orari e articolazioni differenti che rischiano di incidere in modo significativo sulla mobilità quotidiana e sui servizi essenziali.
Lunedì 2 febbraio 2026: scioperi dei treni e appalti ferroviari
La giornata di lunedì 2 febbraio si apre con lo sciopero del trasporto ferroviario regionale in Lombardia. Il personale di Trenord si astiene dal lavoro dalle ore 03:00 del 2 febbraio alle ore 02:00 del 3 febbraio, per un totale di 23 ore. Sono possibili cancellazioni e variazioni su treni regionali, suburbani e aeroportuali, con circolazione garantita nelle fasce 06:00–09:00 e 18:00–21:00.
Sempre il 2 febbraio, a Roma, è previsto uno sciopero di 4 ore del personale degli appalti ferroviari, collocato nella fascia mattutina, con possibili ripercussioni sui servizi di supporto e ristorazione nelle stazioni.
Nella stessa giornata si registrano anche scioperi nel settore della vigilanza aeroportuale a Brindisi, per l’intero turno di lavoro, e l’avvio di un’astensione di 48 ore negli istituti di vigilanza a Torino, valida per le giornate del 2 e 3 febbraio.
Mercoledì 4 febbraio 2026: sanità, igiene ambientale e multiservizi
Il 4 febbraio si sposta l’attenzione su altri comparti. A Napoli è proclamato uno sciopero di 12 ore, dalle 08:00 alle 20:00, nella sanità privata, mentre a San Marcellino (Caserta) il personale dell’igiene ambientale si ferma per 24 ore, dalle 00:01 alle 23:59, con possibili disservizi nella raccolta dei rifiuti.
Nella stessa giornata, a Salerno, è previsto uno sciopero per l’intero turno di lavoro nel settore pulizie e multiservizi, con effetti localizzati sugli edifici e sulle strutture servite.
Giovedì 5 febbraio 2026: treni e scuola
Il 5 febbraio torna protagonista il settore ferroviario. A Rimini il personale di Trenitalia aderisce a uno sciopero di 8 ore, dalle 09:01 alle 16:59, che può incidere soprattutto sui treni regionali e sui collegamenti dell’area romagnola.
Nella stessa giornata, a San Salvo (CH), è segnalata una mobilitazione nella scuola, limitata agli ultimi 30 minuti del turno di lavoro, con effetti contenuti ma ripetuti anche nei giorni successivi.
Venerdì 6 febbraio 2026: trasporto pubblico, porti e servizi
La giornata più critica è venerdì 6 febbraio. In Abruzzo il personale del trasporto pubblico locale TUA sciopera con diverse articolazioni: in molti bacini l’astensione è prevista per l’intera giornata, dalle 00:01 alle 23:59, con fasce di garanzia 05:30–08:30 e 13:00–16:00, coinvolgendo in particolare Pescara-Chieti, Teramo e Lanciano.
A Bari, il personale AMTAB si ferma per 4 ore, dalle 08:30 alle 12:30, mentre a livello nazionale è proclamato uno sciopero dei lavoratori portuali per 24 ore, valido dalle 00:01 alle 23:59, con possibili rallentamenti negli scali.
Sempre il 6 febbraio prosegue lo sciopero di 24 ore nell’igiene ambientale a Vitulazio (Caserta) e si registra una nuova adesione nella scuola a San Salvo, ancora una volta negli ultimi 30 minuti del turno.
Sciopero autostrade venerdì 6 febbraio 2026: orari e tratte coinvolte
Per venerdì 6 febbraio 2026 è programmato uno sciopero nel settore della circolazione e sicurezza stradale che coinvolge il personale di Autostrade per l’Italia, proclamato da Uiltrasporti. L’agitazione interessa diverse province del Nord Italia e si articola in modo differenziato a seconda dei turni di lavoro.
Lo sciopero riguarda le province di Piacenza, Parma, Varese, Como, Milano, Bergamo, Brescia e Lodi.
Per il personale operativo su turni, l’astensione dal lavoro è così articolata:
1° turno: dalle 22:00 di giovedì 5 febbraio alle 06:00 di venerdì 6 febbraio 2° turno: dalle 06:00 alle 14:00 di venerdì 6 febbraio 3° turno: dalle 14:00 alle 22:00 di venerdì 6 febbraio
Per il personale tecnico e amministrativo, lo sciopero riguarda l’intera prestazione lavorativa, con astensione dalle 06:00 alle 20:00 del 6 febbraio 2026.
La mobilitazione potrebbe avere ripercussioni sulle attività di gestione, controllo e sicurezza della rete autostradale, con possibili rallentamenti nei servizi di assistenza e monitoraggio lungo le tratte interessate, pur nel rispetto dei livelli minimi di sicurezza previsti dalla normativa




