Dopo l’estensione della misura a una platea molto più ampia di beneficiari (circa 190.000 in più), non è affatto scontato che il bonus resti pari a 500 euro come negli anni passati. Anzi, secondo le prime valutazioni sindacali, l’importo potrebbe subire una riduzione significativa, diventando il simbolo di quella che viene definita la legge della “coperta corta”.
Carta Docente 2026: importo ancora incerto
La Carta Docente nasce nel 2016 con la riforma della “Buona scuola” e un valore fissato a 500 euro, inizialmente riservato ai soli docenti di ruolo. Negli anni successivi, grazie ai ricorsi vinti dal personale precario, la platea dei beneficiari si è progressivamente allargata.
Oggi il bonus è riconosciuto anche ai supplenti, ma le risorse stanziate sono rimaste invariate. È proprio questo squilibrio a generare l’incertezza sull’importo effettivo della Carta per il 2026.
La stima della Gilda: meno 25%, si scende a 375 euro
Secondo quanto anticipato dalla Gilda degli Insegnanti, l’allargamento della platea costringerà il Ministero a dividere lo stesso fondo tra molti più docenti. Ai microfoni di Radio24, il coordinatore nazionale Vito Carlo Castellana ha parlato chiaramente di una possibile riduzione del 25% dell’importo.
In termini concreti, questo significherebbe una Carta Docente da circa 375 euro, stima che rappresenta al momento una anticipazione sindacale, ma che fotografa un rischio reale: più beneficiari, meno risorse per ciascuno.
Dieci anni senza adeguamento e potere d’acquisto eroso
Alla riduzione prospettata si somma un altro elemento critico. In dieci anni la Carta Docente non è mai stata adeguata all’inflazione, perdendo progressivamente valore reale. Secondo la Gilda, oggi un bonus realmente equivalente dovrebbe collocarsi tra 600 e 700 euro. I prezzi dei beni e servizi acquistabili sono, infatti, aumentati col tempo.
Non a caso, Castellana parla di una nuova mancanza di investimento su una categoria già in difficoltà, ricordando che nella maggior parte dei casi il bonus viene utilizzato per l’acquisto di materiale scolastico e strumenti di lavoro.
Cosa dice il Ministero e cosa cambia con il Decreto Scuola
Al momento il Ministero dell’Istruzione non ha ufficializzato la riduzione dell’importo, ma è chiaro che se le risorse sono le stesse e i beneficiari si moltiplicano, la legge matematica del “divisore più alto” porta inevitabilemente ad un risultato più basso.
C’è poi il tema delle tempostiche. Si attendeva il decreto per fine gennaio. Gli ultimi chiarimenti ufficiali sono arrivati il 29 ottobre dalla sottosegretaria Paola Frassinetti, che aveva escluso ritardi. Questo la dice lunga sull’affidabilità della nostra politica. Siamo a febbraio e non ci sono ancora indicazioni in merito.




