Assegno di Inclusione, INPS Paga 755 Euro ai Beneficiari

Assegno di inclusione

I nuovi dati diffusi dall’INPS raccontano un’evoluzione meno lineare di quanto sembri della “cura” contro la povertà messa in campo dal governo. L’Assegno di inclusione (Adi), erede del Reddito di cittadinanza, nel 2025 sostiene in media 613mila famiglie al mese, lo stesso numero dell’anno precedente, ma con un importo medio salito a 755 euro, contro i 616 euro del 2024. È qui che si innesta il tema delle nuove reti di inclusione.

I 755 euro come leva dell’inclusione

L’aumento dell’importo medio non è marginale. Passare da poco più di 600 a 755 euro mensili significa rafforzare la capacità dell’Adi di incidere realmente sulle condizioni di vita dei nuclei più fragili. L’assegno più alto consente di coprire una quota maggiore delle spese essenziali, in particolare affitto, utenze e beni primari, rendendo il sostegno meno simbolico e più vicino alla funzione costituzionale di contrasto alla povertà.

Requisiti più larghi, maglie meno escludenti

Alla base dell’aumento c’è la revisione dei requisiti introdotta con l’ultima legge di Bilancio. L’Isee massimo è salito a 10.140 euro, così come le soglie di reddito, ed è tornato a pesare l’affitto nel calcolo, fino allo stesso tetto. Una correzione che ha ricucito falle evidenti del primo impianto dell’Adi, che avevano escluso migliaia di famiglie pur in condizioni di bisogno reale.

Spesa in crescita, platea più fragile

La spesa complessiva è salita da 4,5 a 5,5 miliardi di euro, circa un miliardo in più a parità di beneficiari. A crescere sono soprattutto le famiglie con over 67, aumentate del 21%, con un assegno medio passato da 448 a 547 euro. L’Adi resta concentrato al Sud: quasi il 70% delle famiglie beneficiarie vive nel Mezzogiorno, con Campania e Sicilia che da sole rappresentano quasi la metà della platea.