Bonus INPS da 650€ al Mese per Chi Lavora in Queste 10 Regioni

C’è una misura che nel 2026 punta dritta a un obiettivo chiave: creare lavoro stabile nel Mezzogiorno e ridare slancio alle aree che più faticano a crescere. È il bonus ZES unica, un’agevolazione contributiva che può arrivare fino a 650 euro al mese per ogni lavoratore assunto.

Non è un incentivo “sulla carta”, ma un aiuto concreto legato al territorio e all’occupazione reale. Vediamo come funziona, a chi è destinato e perché può fare la differenza.

Cos’è il bonus ZES unica per il Mezzogiorno

Il bonus ZES unica è un esonero contributivo totale (quindi del 100%) introdotto per favorire le assunzioni nelle regioni del Sud Italia rientranti nella Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno.

Con la circolare INPS del 3 febbraio 2026, n. 10, l’Istituto ha chiarito modalità operative, requisiti e limiti dell’agevolazione, fornendo le istruzioni per la gestione degli adempimenti previdenziali.

L’incentivo riguarda i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con l’obiettivo di ridurre il costo del lavoro e rendere più conveniente assumere.

Le 10 regioni interessate

Il beneficio si applica esclusivamente alle assunzioni effettuate in una sede o unità produttiva situata nelle regioni della ZES unica per il Mezzogiorno. Le regioni coinvolte sono 10:

  • Abruzzo,
  • Basilicata,
  • Calabria,
  • Campania,
  • Marche,
  • Molise,
  • Puglia,
  • Sardegna,
  • Sicilia,
  • Umbria.

Come specifica l’INPS in suddetta circolare, per il legittimo riconoscimento del beneficio, la prestazione lavorativa deve essere effettivamente esercitata in una delle regioni della Zona Economica Speciale unica per il Mezzogiorno, indipendentemente dalla residenza della persona da assumere e dalla sede legale del datore di lavoro.

Chi può beneficiare dell’esonero contributivo totale

Il bonus è pensato per favorire l’occupazione di chi incontra maggiori difficoltà nel rientrare nel mercato del lavoro. L’esonero contributivo spetta in caso di assunzione di lavoratori che, alla data dell’assunzione:

  • abbiano compiuto 35 anni;
  • siano disoccupati da almeno 24 mesi.

Si tratta quindi di una misura che incrocia politiche del lavoro e coesione territoriale, puntando su occupazione stabile e duratura.

Quanto vale il bonus: fino a 650 euro al mese

Il beneficio è particolarmente rilevante sul piano economico. Si tratta infatti di:

  • un esonero del 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro;
  • sono esclusi i premi e contributi dovuti all’INAIL;
  • fino al limite massimo di 650 euro al mese per ciascun lavoratore.

In pratica, il bonus riduce in modo significativo il costo dell’assunzione, rendendo più facile investire in nuove risorse umane nelle regioni del Sud.

Perché esiste il bonus per il Mezzogiorno

Il bonus nasce all’interno del cosiddetto decreto Coesione, con una finalità chiara:

  • contrastare la disoccupazione di lunga durata;
  • rafforzare la competitività delle imprese del Mezzogiorno;
  • incentivare lavoro stabile e presenza produttiva reale sul territorio.

Non è solo un aiuto alle aziende, ma uno strumento per tenere le persone al lavoro nelle aree ZES, creando sviluppo e continuità occupazionale.