In busta paga potrebbero arrivare presto degli aumenti, ma prima serve un chiarimento ufficiale. Una circolare molto attesa è ormai in arrivo e dovrà sciogliere diversi nodi applicativi che riguardano lavoratori e datori di lavoro. Le misure ci sono già, ma il modo concreto in cui verranno applicate fa ancora discutere.
Vediamo allora di quali novità si parla, cosa ha anticipato l’Agenzia delle Entrate e perché questa circolare è così importante.
Aumenti in busta paga e nuove agevolazioni fiscali: di cosa si tratta
Le novità riguardano due misure previste dalla legge di Bilancio 2026 (legge 199/2025), entrambe pensate per aumentare il netto in busta paga:
- una tassazione agevolata al 5% sugli incrementi retributivi legati ai rinnovi contrattuali;
- una tassazione agevolata al 15% sugli straordinari e sul lavoro notturno entro il limite annuo di 1.500 euro.
Entrambe le misure sono già previste dalla legge, ma per poterle applicare correttamente serve una circolare dell’Agenzia delle Entrate che chiarisca i dubbi operativi.
Cosa ha anticipato il direttore dell’AdE
Ad annunciare l’arrivo della circolare è stato Vincenzo Carbone, direttore generale dell’Agenzia delle Entrate, che ha confermato come il documento sia ormai in dirittura d’arrivo.
Carbone ha spiegato che i chiarimenti serviranno a rendere applicabili le nuove regole previste dall’articolo 1 della legge di Bilancio 2026, in particolare:
- il comma 7, sugli aumenti contrattuali tassati al 5%;
- il comma 10, sul lavoro notturno e straordinario tassato al 15%.
Alcuni orientamenti sono già stati anticipati, ma la circolare servirà a fissare regole definitive e uniformi per l’applicazione in busta paga.
Incrementi contrattuali al 5%: chi riguarda e quali dubbi restano
La norma prevede che gli incrementi retributivi corrisposti nel 2026, in base a rinnovi contrattuali firmati tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2026, siano tassati con un’imposta sostitutiva del 5%.
L’agevolazione riguarda però solo:
- lavoratori dipendenti;
- con reddito da lavoro dipendente nel 2025 non superiore a 33.000 euro;
- salvo rinuncia scritta del lavoratore.
Il problema nasce dal fatto che gli aumenti contrattuali non incidono solo sullo stipendio base, ma anche su molte voci indirette della retribuzione.
Retribuzione diretta o anche indiretta: il nodo principale
Uno dei principali dubbi riguarda cosa rientra davvero nella tassazione agevolata. Gli aumenti contrattuali, infatti, incidono anche su:
- straordinari;
- ferie e permessi;
- integrazioni per malattia e infortunio;
- indennità previste dai contratti collettivi.
La domanda è se l’aliquota del 5% debba applicarsi solo alla retribuzione diretta (quindi stipendio base, tredicesima, quattordicesima) oppure anche alla parte di aumento che si riflette su queste componenti indirette.
Secondo una lettura più rigorosa della norma, l’agevolazione sembrerebbe riferita solo agli incrementi retributivi in senso stretto, escludendo gli effetti indiretti. Anche perché includerli renderebbe la gestione molto complessa per aziende e consulenti del lavoro.
Gli altri chiarimenti attesi dalla circolare
Oltre a questo aspetto, la circolare dovrà chiarire anche altri punti importanti, tra cui:
- se contano solo gli aumenti previsti dal contratto collettivo nazionale o anche quelli della contrattazione di secondo livello;
- se siano agevolabili solo gli aumenti che scattano dal 2026 o anche quelli previsti negli anni precedenti ma pagati nel 2026;
- se l’agevolazione si applichi anche agli aumenti assorbiti da un superminimo.
Tutti elementi che incidono direttamente sul netto in busta paga.
Detassazione in busta paga fino a 1.500 euro: cosa sappiamo finora
La seconda misura riguarda un’indennità fino a 1.500 euro per remunerare il lavoro faticoso, soggetta a una tassazione agevolata del 15%.
Anche qui servono chiarimenti su:
- criteri di applicazione;
- modalità di erogazione;
- compatibilità con altri trattamenti economici.
La circolare dell’Agenzia delle Entrate sarà decisiva per capire chi potrà beneficiarne davvero e in che modo.
In attesa del documento ufficiale, le regole ci sono ma restano ancora diversi punti da definire. Ed è proprio da questi chiarimenti che dipenderà l’effettivo impatto delle novità sulle buste paga del 2026.




