Entro Febbraio 400€ ai Docenti per le Spese di Trasporto. Esclusi gli ATA

Dopo mesi di rinvii, polemiche e proteste pubbliche, la Carta del Docente 2026 è finalmente vicina allo sblocco. Il bonus destinato agli insegnanti italiani dovrebbe essere pagato entro fine febbraio 2026, ma resta ancora un ultimo passaggio formale: l’adozione del decreto attuativo. La vera novità, però, non riguarda solo le tempistiche. Quest’anno la Carta cambia natura, importo e finalità, aprendo un dibattito che va oltre la scuola e tocca il tema del welfare.

Carta del Docente 2026 in arrivo: si attende il decreto finale

Fonti del Ministero dell’Istruzione e del Merito confermano che la misura è pronta, ma serve l’ok tecnico del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Una volta pubblicato il decreto, partiranno gli accrediti. L’obiettivo è chiudere la partita entro il 28 febbraio 2026, mettendo fine a un’attesa che ha alimentato malcontento tra i docenti, anche attraverso petizioni e interrogazioni parlamentari.

Riduzione dell’importo: da 500 a 400 euro a insegnante

La seconda grande novità riguarda l’ammontare. La Carta del Docente 2026 scende a circa 400 euro, contro i 500 del passato. La riduzione è legata all’allargamento della platea: per la prima volta il bonus spetterà anche ai docenti precari con contratto fino al 30 giugno o al 31 agosto. Una scelta che amplia i diritti, ma riduce l’importo individuale.

Dai libri ai trasporti: la Carta cambia funzione

Accanto agli acquisti tradizionali – libri, corsi di formazione, riviste, strumenti tecnologici – debutta una novità di peso: la possibilità di acquistare servizi di trasporto. Un cambio di paradigma evidente. La Carta non è più solo uno strumento per la formazione professionale, ma si avvicina sempre più a un bonus di welfare, utile a sostenere le spese quotidiane dei lavoratori della scuola.

Perché non estenderla anche al personale ATA?

Se il bonus diventa welfare, la domanda è inevitabile: perché escludere il personale ATA e non mettere a disposizione 400 euro per i trasporti anche a loro? Collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, spesso pendolari, affrontano viaggi quotidiani tra città e regioni, con sveglie alle 3:30 del mattino e costi elevati. In questo nuovo assetto, una estensione del bonus anche agli ATA – soprattutto per i trasporti – non sarebbe una forzatura, ma una scelta di equità.