Le dichiarazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantadosi, pronunciate in conferenza stampa dopo l’approvazione del decreto sicurezza in Consiglio dei ministri, riaccendono l’attenzione su uno dei nodi più delicati per il personale della Polizia di Stato: il pagamento degli straordinari arretrati. Piantedosi ha parlato di nuove risorse sbloccate per consentire la liquidazione delle ore di lavoro eccedenti, accumulate negli ultimi anni soprattutto a causa delle emergenze di ordine pubblico e della cronica carenza di organico.
Il riferimento del ministro è a uno stanziamento aggiuntivo che dovrebbe consentire di affrontare una situazione diventata strutturale. Migliaia di agenti hanno continuato a garantire servizi, turni prolungati e presidi straordinari senza vedere riconosciuto, nei tempi dovuti, il compenso economico previsto. In attesa del testo definitivo del decreto e dei dettagli sulle cifre effettivamente disponibili, l’annuncio rappresenta comunque un segnale politico atteso da tempo.
Le rivendicazioni dei sindacati di polizia
Le organizzazioni sindacali, da tempo, sottolineano che il problema non nasce oggi. Da mesi, e in alcuni casi da anni, i sindacati denunciano ritardi sistematici nei pagamenti degli straordinari, con accumuli che riguardano intere annualità. Secondo le sigle della Polizia di Stato, molte ore di lavoro svolte già dal 2024 non risultano ancora liquidate, trasformando quello che dovrebbe essere un istituto eccezionale in una sorta di credito permanente verso l’amministrazione.
In diverse note ufficiali, i sindacati parlano da anni di una situazione non più sostenibile, sottolineando come gli straordinari vengano spesso utilizzati per supplire alle carenze di personale, senza però garantire il rispetto dei diritti economici dei lavoratori in divisa.
Pagamenti annunciati e pressioni in aumento
Alcune comunicazioni sindacali indicano che una parte degli straordinari eccedenti, in particolare quelli riferiti ai primi mesi del 2024, dovrebbe essere liquidata nel corso del 2026. Un passo avanti, ma giudicato insufficiente. In alcuni territori si è arrivati anche a ricorsi giudiziari, con provvedimenti che hanno imposto al Ministero dell’Interno di saldare le somme dovute.
Per i sindacati, le parole di Piantedosi devono ora tradursi in atti concreti e tempi certi: lo sblocco delle risorse è considerato solo il primo passo di una vertenza che riguarda dignità professionale, riconoscimento del lavoro svolto e credibilità dello Stato verso chi garantisce ogni giorno la sicurezza pubblica.



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