Già dall’anno scorso chi riceve pagamenti dalle Pubbliche Amministrazioni o dall’INPS deve prestare maggiore attenzione ai propri debiti fiscali. Una nuova regola, infatti, stabilisce che prima di ricevere somme di una certa entità, occorre verificare se il beneficiario ha cartelle esattoriali non pagate.
Questo controllo, chiamato Verifica inadempimenti, riguarda non solo stipendi e salari, ma anche indennità e altre somme collegate al lavoro, comprese quelle pagate dall’INPS in un’unica soluzione. Ad esempio la disoccupazione agricola.
Vediamo nel dettaglio come funziona questa novità e chi può essere coinvolto.
Cos’è la Verifica sui debiti fiscali
La Verifica inadempimenti è uno strumento introdotto dall’art. 48-bis del D.P.R. 602/1973. Il suo scopo è semplice: prima di pagare una somma superiore a una certa soglia, l’Amministrazione deve controllare se il beneficiario ha debiti fiscali derivanti da cartelle esattoriali.
Se il beneficiario risulta inadempiente, il pagamento non può essere effettuato e la circostanza viene segnalata all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, che avvia le procedure di recupero delle somme dovute.
La novità introdotta sui debiti fiscali dalla Legge di Bilancio 2025
La Legge di Bilancio 2025 ha modificato l’articolo 48-bis introducendo importanti cambiamenti:
- Il controllo vale ora anche per «somme dovute a titolo di stipendio, di salario o di altre indennità relative al rapporto di lavoro o di impiego, comprese quelle dovute a causa di licenziamento».
- La soglia minima per attivare la verifica è scesa da 5.000 a 2.500 euro per somme retributive o assimilate.
- Tuttavia, il controllo sui debiti fiscali viene applicato solo se l’ammontare complessivo delle cartelle non pagate supera 5.000 euro.
In pratica, chi percepisce somme elevate legate al lavoro o alle indennità deve verificare di non avere debiti con il fisco per non rischiare ritardi o blocchi nei pagamenti.
Chi rischia di più: i percettori della disoccupazione agricola
Questa novità riguarda in particolare chi riceve pagamenti dall’INPS in un’unica soluzione superiori alla soglia di 2.500 euro. Tra questi, i beneficiari della disoccupazione agricola.
La disoccupazione agricola, infatti, viene pagata dall’INPS una sola volta all’anno, e ciò spiega perché può superare facilmente la soglia dei 2.500 euro. Se i braccianti percettori dell’indennità hanno cartelle esattoriali superiori a 5.000 euro, l’INPS sarà obbligato a bloccare il pagamento fino alla regolarizzazione dei debiti.
Si tratta di una novità significativa, visto che fino a 2 anni fa tali controlli non venivano estesi automaticamente agli importi legati alle indennità INPS.
Come comportarsi per evitare blocchi
Per chi riceve la disoccupazione agricola o altre indennità dall’importo elevato, è consigliabile:
- Verificare periodicamente eventuali cartelle esattoriali non pagate.
- Rivolgersi a un CAF o consulente fiscale per eventuali piani di pagamento o rateizzazione.
- Tenere sotto controllo l’importo totale dei debiti, soprattutto se supera i 5.000 euro, per evitare ritardi nei pagamenti.
In questo modo, si può evitare che somme dovute dall’INPS o da altre Pubbliche Amministrazioni vengano trattenute a causa della nuova verifica inadempimenti.


