Assegno di Inclusione: dopo Febbraio Beneficiari Costretti ad Abbandonare la Carta

A febbraio i beneficiari dell’Assegno di inclusione noteranno una differenza chiara rispetto agli accrediti ricevuti a gennaio e nel corso del 2025. Non si tratta di un errore né di un ricalcolo casuale, ma dell’effetto diretto dell’aggancio all’Isee 2026, che fotografa una situazione reddituale diversa rispetto a quella presa a riferimento nei mesi precedenti. Questo passaggio tecnico produce effetti concreti sugli importi, con variazioni che nella maggior parte dei casi saranno al ribasso.

L’Isee 2026 cambia la base di calcolo dell’assegno

Con l’aggiornamento all’Isee 2026, l’assegno viene ricalcolato sulla base dei redditi più recenti. La nuova certificazione tiene conto di entrate che nel 2025 non erano ancora considerate oppure che risultavano inferiori. Per questo motivo, gli importi accreditati da febbraio in poi saranno diversi rispetto a quelli precedenti. Gli aumenti restano possibili solo in pochi casi, legati a peggioramenti reali della condizione economica. Nella stragrande maggioranza delle situazioni, invece, il nuovo Isee determina una riduzione dell’importo mensile.

Decurtazioni per chi ha altri redditi sopra i 3.000 euro

INPS procede alla decurtazione dell’assegno nei confronti di chi percepisce altri redditi superiori alla soglia dei 3.000 euro annui. Rientrano in questo perimetro non solo i redditi da lavoro, ma anche quelli assimilati e alcune prestazioni erogate dallo stesso istituto. Il principio applicato è quello dell’integrazione al reddito disponibile, che si riduce progressivamente all’aumentare delle entrate dichiarate.

Redditi 2025 e prestazioni Inps incidono sugli importi

Chi nel corso del 2025 ha percepito redditi da lavoro dipendente, autonomo o assimilato, vedrà ridursi l’importo dell’assegno. Lo stesso vale per chi ha ricevuto prestazioni Inps come la Carta acquisti o assegni pensionistici. Il risultato è un progressivo assottigliamento delle ricariche mensili, che da febbraio in avanti possono scendere a poche decine di euro.

Quando il sussidio diventa irrilevante

In molti casi l’assegno rischia di perdere la sua funzione di sostegno. Le ricariche ridotte spingono sempre più beneficiari ad abbandonare il sussidio oppure a considerarlo di fatto irrilevante. Vale la pena ricordare che, per un single (ad esempio), l’Assegno di inclusione integra il reddito fino alla soglia di 6.500 euro annui. Superato questo livello, l’importo viene progressivamente ridotto fino a svuotarsi quasi del tutto.