Assegno Unico, Senza ISEE l’Importo Scende: Decisiva la Scadenza del 28 Febbraio

C’è una data che molte famiglie dovrebbero segnare subito in agenda, perché può incidere direttamente sull’importo dell’Assegno Unico nei prossimi mesi. Non riguarda una nuova domanda, né procedure complicate, ma un passaggio fondamentale che ogni anno torna centrale.

L’Assegno Unico continua ad arrivare in automatico, ma per ottenere gli importi corretti e aggiornati serve un’azione precisa entro fine febbraio.

Assegno Unico 2026: la domanda resta valida, niente nuove richieste

Secondo quanto chiarito dall’INPS nella circolare n. 7 del 30 gennaio, l’Assegno Unico viene erogato d’ufficio e in continuità.

In concreto:

  • chi ha già beneficiato dell’Assegno Unico
  • e ha una domanda in stato “accolta” negli archivi INPS

non deve presentare una nuova domanda per il 2026.

Le domande già trasmesse restano dunque valide anche per gli anni successivi, in linea con il principio di semplificazione previsto dalla normativa.

Quando serve aggiornare la domanda dell’Assegno Unico

Anche se non è necessario presentare una nuova domanda, restano comunque alcuni obblighi di aggiornamento. La famiglia deve comunicare eventuali variazioni, ad esempio:

  • nascita di un nuovo figlio,
  • inserimento di una nuova scheda figlio,
  • aggiornamento dei dati per i figli che raggiungono la maggiore età.

Nel 2026 la domanda va ripresentata solo se quella precedente risulta decaduta, revocata, rinunciata o respinta.

ISEE, va rinnovato entro il 28 febbraio

Il punto centrale, però, riguarda l’ISEE, l’indicatore della Situazione Economica Equivalente. Per beneficiare degli importi corretti e aggiornati dell’Assegno Unico, è necessario infatti rinnovarlo entro il 28 febbraio.

L’ISEE serve a determinare l’importo spettante mensilmente. Nel 2026 gli assegni sono stati rivalutati dell’1,4%, ma senza un ISEE aggiornato questo aumento rischia di andare perso, almeno temporaneamente.

Se l’ISEE non è aggiornato, infatti, l’INPS riconosce l’importo minimo mensile, pari a:

  • 58,30 euro per i figli minorenni,
  • 29,10 euro per i figli maggiorenni.

L’assegno quindi non va perso, ma viene ridotto al minimo indipendentemente dalla reale situazione economica del nucleo familiare.

ISEE presentato dopo febbraio: quando arrivano gli arretrati

Chi non riesce a rinnovare l’ISEE entro il 28 febbraio ha comunque una seconda possibilità.
Se la DSU viene presentata entro il 30 giugno 2026:

  • l’INPS ricalcola l’importo dell’Assegno Unico,
  • gli importi vengono adeguati a partire da marzo 2026,
  • vengono riconosciuti anche gli arretrati spettanti.

Attenzione però perché l’adeguamento non è immediato, e nel frattempo si ricevono importi più bassi.

Gennaio e febbraio 2026: quale ISEE viene usato

Un dettaglio importante riguarda le prime mensilità dell’anno. Le rate di gennaio e febbraio 2026 vengono calcolate sull’ISEE in corso di validità al 31 dicembre 2025.

Il nuovo ISEE, invece, entra in gioco solo da marzo 2026. Proprio per questo motivo il rinnovo entro fine febbraio è decisivo.