ISEE: Boom di Pratiche e Vantaggi Grazie ai Titoli di Stato Esclusi

Nel 2025 le famiglie italiane hanno aggiornato o richiesto nuovi ISEE in misura record. L’INPS, infatti, ha attestato circa 11,3 milioni di dichiarazioni, oltre un milione in più rispetto all’anno precedente.

Dietro questo incremento non c’è solo la crescita dei redditi, ma soprattutto la riforma che ha escluso dal calcolo dei patrimoni i titoli di Stato e i libretti postali fino a 50.000 euro. Una modifica che ha cambiato le regole a campagna quasi conclusa e che ha avvantaggiato in particolare i nuclei più ricchi.

Vediamo tutto nel dettaglio.

La riforma che ha cambiato le regole ISEE

Dal 3 aprile 2025 la nuova normativa ISEE ha escluso dal patrimonio mobiliare somme investite in Btp o libretti postali fino a 50.000 euro.

Il risultato? Molte famiglie, già titolari di risparmi o investimenti, hanno dovuto inviare nuove Dichiarazioni sostitutive uniche (DSU) per aggiornare l’ISEE secondo i criteri più favorevoli. Solo nel 2025 le DSU duplicate dallo stesso nucleo familiare sono state 1,4 milioni, contro le 980mila del 2024.

Questo aumento improvviso ha contribuito in maniera significativa al record di pratiche ISEE.

ISEE ripresentato soprattutto dai più ricchi

Analizzando i dati, emerge che l’incremento riguarda soprattutto le famiglie con redditi e patrimoni più alti. Infatti:

  • le attestazioni ISEE tra 30.000 e 50.000 euro sono aumentate del 32%,
  • mentre quelle sopra i 50.000 euro del 29,1%.

In altre parole, i benefici della riforma hanno spinto soprattutto i più benestanti a presentare la pratica per capire se potevano ottenere vantaggi sulle prestazioni e bonus, mentre le fasce più basse hanno registrato un aumento limitato delle richieste.

Un effetto inatteso

La riforma, pensata per alleggerire il calcolo dell’ISEE, ha prodotto quindi un effetto paradossale: i vantaggi sono ricaduti più sui nuclei con più risparmi che su chi ne avrebbe più bisogno.

Secondo i Caf della Cgil, togliere i titoli di Stato dal calcolo potrebbe aver fatto sì che alcune famiglie più ricche “scavalcassero” nei requisiti per le prestazioni chi realmente necessita di aiuti.