Pensioni Sotto i 1.000€ Senza Arretrati a Marzo. Perché Sono Escluse?

A marzo 2026, alcuni pensionati riceveranno arretrati nel cedolino della pensione legati sia alla riduzione dell’IRPEF sul secondo scaglione di reddito sia all’incremento delle maggiorazioni sociali.

Ma attenzione: chi percepisce una pensione sotto i 1.000 euro non sarà coinvolto in questi conguagli, poiché le misure del 2026 si concentrano sui redditi più alti.

La scelta si inserisce in un percorso iniziato nel 2025, quando il governo aveva voluto sostenere i pensionati più poveri. Adesso, invece, è il turno di quelli con reddito medio.

Riduzione IRPEF e arretrati: cosa cambia nel 2026

Dal 1° gennaio 2026, lo scaglione di reddito tra 28.000 e 50.000 euro gode di un’aliquota IRPEF ridotta dal 35% al 33%, come previsto dalla Legge di Bilancio 2026.

A tal proposito, nel comunicato stampa del 6 febbraio l’INPS conferma che nel mese di marzo verranno corrisposti i relativi conguagli. Pertanto, nel prossimo cedolino arriveranno gli arretrati spettanti a gennaio e febbraio 2026 per la riduzione IRPEF sul secondo scaglione di reddito.

Inoltre, aggiunge l’INPS, a marzo arriveranno anche i conguagli relativi all’incremento strutturale della maggiorazione sociale per pensionati con più di 70 anni o invalidi civili totali maggiorenni.

Questi conguagli, però, non riguarderanno i pensionati con assegno sotto i 1.000 euro, già avvantaggiati dalle misure del 2025.

Pensionati poveri: la priorità del 2025

Nel 2025 il governo aveva concentrato gli sforzi sui pensionati più vulnerabili, con redditi fino a 28.000 euro.

L’intervento aveva previsto l’accorpamento del primo e del secondo scaglione IRPEF, a cui applicare un’aliquota IRPEF del 23% (e non più del 25%). In questo modo è aumentato il netto in busta paga.

Grazie a questa scelta, chi percepisce pensioni più basse ha già ricevuto un beneficio fiscale immediato. Per questo resta escluso dai benefici del 2026, destinati solo ai percettori di redditi medi.

Pensionati con reddito medio: il focus del 2026

Nel 2026 invece il Governo ha spostato l’attenzione su chi ha redditi medi e percepisce pensioni superiori ai 1.000 euro mensili. La riduzione dell’IRPEF al 33% e l’incremento della maggiorazione sociale permettono:

  • un aumento netto mensile in busta paga;
  • il pagamento degli arretrati relativi ai primi due mesi dell’anno;
  • un allineamento graduale con la politica fiscale iniziata nel 2025.

In questo modo, le misure sono distribuite in base al reddito, sostenendo prima i pensionati più poveri e ora chi ha redditi medi.