Statali, Aumento del Buono Pasto da 7 a 10 Euro: Prime Aperture dal Governo

Dopo l’allarme lanciato dai sindacati sui buoni pasto fermi a 7 euro dal 2012, arriva un primo segnale di apertura istituzionale.

A Roma, il 6 febbraio 2026, le Direzioni Centrali hanno comunicato la disponibilità a valutare l’adeguamento del valore nominale dei ticket per il personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Una risposta che segue le richieste avanzate dal sindacato Uil FP e che segna un passaggio rilevante nel confronto sul potere d’acquisto dei lavoratori pubblici.

L’apertura dell’Amministrazione sui buoni pasto

La valutazione annunciata dalle Direzioni Centrali nasce dalla consapevolezza che gli attuali importi non sono più coerenti con il costo reale della vita, soprattutto per un Corpo chiamato a operare in condizioni estreme e con elevati carichi fisici.

Si tratta di un primo passo, ancora non tradotto in un provvedimento concreto, ma che rompe una lunga fase di immobilismo e rimette il tema dei buoni pasto al centro dell’agenda istituzionale.

La soddisfazione della UIL FP VVF

La UIL accoglie positivamente l’apertura, pur chiarendo che non rappresenta un punto di arrivo. «Apprezziamo la puntuale risposta e riteniamo utile questa importante apertura da parte dell’Amministrazione che appoggia le nostre richieste», ha dichiarato Valentino Prezzemolo, segretario generale UIL FP VVF.

Pressing sul Governo per risorse aggiuntive

Secondo la UIL, l’adeguamento dei buoni pasto deve diventare strutturale e significativo, e per farlo servono risorse dedicate. Da qui l’annuncio di un pressing costante sull’Esecutivo per ottenere stanziamenti adeguati, in linea anche con la soglia di esenzione fiscale fissata a 10 euro dalla Legge di Bilancio.

Il contesto fiscale è favorevole: fino a 10 euro di buoni pasto elettronici non ci sono oneri fiscali né a carico del datore di lavoro né a carico del lavoratore.

Un effetto a catena per tutti gli Statali

L’apertura verso i “pompieri” rischia di produrre un effetto domino positivo su tutto il pubblico impiego. Un eventuale aumento dei buoni pasto per i Vigili del Fuoco creerebbe infatti un precedente difficilmente ignorabile per gli altri comparti statali.

Il tema del welfare alimentare, da rivendicazione settoriale, potrebbe così trasformarsi in una questione generale di equità e dignità salariale per milioni di lavoratori pubblici.