Disoccupazione Agricola, C’è un Bonus Familiari da Chiedere Entro il 31 Marzo

Chi presenta domanda di disoccupazione agricola 2026 potrebbe avere diritto anche a un altro aiuto economico: l’Assegno al Nucleo Familiare, uno dei bonus familiari ancora attivi per specifiche categorie.

Non tutti lo sanno, ma può essere richiesto insieme alla disoccupazione e riconosciuto direttamente dall’INPS. Attenzione però: vale solo per determinati nuclei e la scadenza è la stessa della domanda principale.

Disoccupazione agricola 2026: domande aperte fino al 31 marzo

Le domande per la disoccupazione agricola 2026 (riferita al lavoro svolto nel 2025) possono essere presentate all’INPS entro il 31 marzo.

Si tratta dell’indennità riconosciuta agli operai agricoli a tempo determinato e, in alcuni casi, a tempo indeterminato, ai piccoli coloni, ai compartecipanti familiari e ai piccoli coltivatori diretti che abbiano maturato i requisiti contributivi previsti.

Al momento della presentazione della domanda, l’interessato può richiedere anche l’Assegno al Nucleo Familiare (ANF), entro il limite di prescrizione retroattiva di cinque anni.

Cos’è l’ANF e a chi spetta oggi

L’ANF è un sostegno economico riconosciuto dall’INPS in presenza di determinati requisiti di reddito e composizione del nucleo familiare, che i lavoratori agricoli possono richiedere insieme all’indennità di disoccupazione.

Dal 1° marzo 2023, però, con l’entrata in vigore del decreto legislativo 230/2021 che ha istituito l’Assegno Unico e Universale, l’ANF è stato abrogato per i nuclei familiari con figli e orfanili.

Oggi quindi l’ANF spetta solo ai nuclei diversi da quelli con figli a carico. Pertanto, possono richiederlo i braccianti agricoli che hanno:

  • coniuge a carico,
  • fratelli, sorelle o nipoti a carico (nei casi previsti dalla normativa).

Per i figli a carico, infatti, è previsto esclusivamente l’Assegno Unico.

ANF e disoccupazione agricola: come viene pagato

Nel caso della disoccupazione agricola, l’INPS eroga l’ANF:

  • sull’indennità di disoccupazione spettante;
  • sull’attività lavorativa dipendente prestata nel settore agricolo (per gli operai agricoli a tempo determinato).

L’importo varia in base:

  • al reddito familiare
  • alla composizione del nucleo

Come anticipato, la richiesta può essere fatta contestualmente alla domanda di disoccupazione agricola.

Come funziona per gli operai agricoli a tempo determinato

Le regole cambiano in base al numero di giornate lavorate. Se le giornate sono meno di 101 l’ANF spetta:

  • per le giornate effettivamente lavorate, maggiorate del 13,78% per ferie e festività;
  • per le giornate di disoccupazione coperte da contribuzione figurativa, sottraendo dal parametro 270 le giornate lavorate e quelle indennizzate ad altro titolo (fino a un massimo di 180 giorni).

Invece, se le giornate sono pari o superiori a 101, l’ANF compete per l’intero anno, cioè 312 giorni, sull’attività lavorativa.

Bonus Familiari ANF anche per malattia, infortunio e maternità

L’ANF copre anche le giornate di inattività dovute a:

  • infortunio o malattia professionale (indennità INAIL fino a un massimo di tre mesi);
  • malattia (per tutto il periodo indennizzato);
  • gravidanza e periodo successivo al parto.

In questi casi il lavoratore agricolo deve:

  • presentare domanda con modello SR15;
  • risultare iscritto (o avere titolo all’iscrizione) negli elenchi agricoli per almeno 51 giornate;
  • aver lavorato almeno 6 giorni in agricoltura nei 30 giorni precedenti l’evento.

Perché conviene verificare il diritto al Bonus entro il 31 marzo

Chi presenta domanda di disoccupazione agricola 2026 ha tempo fino al 31 marzo anche per verificare e richiedere l’ANF, se rientra tra i nuclei ancora ammessi al beneficio.

Molti lavoratori agricoli pensano che l’ANF non esista più, ma in realtà continua a essere riconosciuto per specifiche situazioni familiari diverse da quelle con figli, che oggi rientrano nell’Assegno unico.

Controllare i requisiti e presentare la richiesta insieme alla domanda principale può evitare di perdere un sostegno economico aggiuntivo, soprattutto in una fase in cui ogni integrazione al reddito può fare la differenza.