Disoccupazione Agricola: il 24 Febbraio è una Data Chiave per il Bonus Giornate

Quando eventi climatici estremi o calamità naturali colpiscono l’agricoltura, il danno non è solo nei campi ma anche nel lavoro. Per questo esiste un meccanismo poco conosciuto ma fondamentale per molti braccianti: il bonus giornate agricole, che consente il trascinamento delle giornate.

Una tutela che può fare la differenza per la disoccupazione agricola 2026, permettendo di non perdere diritti previdenziali anche in un anno difficile.

Cos’è il bonus giornate agricole

Il cosiddetto trascinamento delle giornate è un beneficio previdenziale e assistenziale previsto dalla legge per i lavoratori agricoli a tempo determinato.

In pratica, consente di integrare le giornate lavorate nel 2025 con ulteriori giornate “figurative”, fino a raggiungere lo stesso numero di giornate effettivamente svolte nell’anno precedente, se l’attività è stata ridotta a causa di calamità naturali o eventi eccezionali.

Questo meccanismo è fondamentale perché le giornate riconosciute valgono:

  • per l’iscrizione negli elenchi anagrafici agricoli;
  • per il diritto alla disoccupazione agricola 2026;
  • ai fini previdenziali e assistenziali.

Perché il trascinamento è importante per la disoccupazione agricola 2026

La disoccupazione agricola si basa sul numero di giornate risultanti negli elenchi annuali.
Se un lavoratore, a causa di eventi calamitosi, lavora meno giorni nel 2025, rischia di:

  • non raggiungere i requisiti minimi (102 giornate lavorate nel biennio precedente), e quindi perdere del tutto il diritto alla prestazione;
  • oppure percepire un’indennità più bassa.

Il bonus giornate serve proprio a evitare questa penalizzazione, “trascinando” le giornate dell’anno precedente e garantendo continuità di tutela.

Chi può usufruire del bonus giornate

Il beneficio è riconosciuto a:

  • lavoratori agricoli a tempo determinato;
  • piccoli coloni;
  • compartecipanti familiari.

A condizione che abbiano lavorato nel 2025 per almeno 5 giornate presso un’azienda agricola avente diritto. Un requisito fondamentale è che le giornate di lavoro siano state prestate presso gli stessi datori di lavoro dell’anno precedente.

Quali aziende agricole rientrano nel beneficio

Il bonus giornate agricole spetta solo se il lavoratore è stato impiegato presso un’azienda agricola che ha ottenuto specifici interventi di sostegno legati a calamità naturali o eventi eccezionali.

In concreto, rientrano nel beneficio le aziende agricole che hanno usufruito di almeno uno di questi interventi:

  • aiuti per assicurarsi contro i rischi climatici, come contributi per la stipula di polizze agricole o strumenti sperimentali di copertura contro eventi estremi;
  • interventi compensativi per danni subiti, quando le produzioni, le strutture o gli impianti non erano coperti dai normali piani di gestione del rischio, con l’obiettivo di permettere la ripresa dell’attività agricola;
  • interventi di ripristino delle infrastrutture agricole, ad esempio sistemi irrigui, opere di bonifica o altre strutture essenziali per lo svolgimento del lavoro nei campi.

È inoltre necessario che l’azienda:

  • sia un’impresa agricola ai sensi dell’articolo 2135 del Codice civile;
  • operi in un’area ufficialmente dichiarata calamitata dalla Regione competente.

Solo in presenza di queste condizioni è possibile attivare il trascinamento delle giornate a favore dei lavoratori agricoli.

Cosa devono fare le aziende agricole

Per consentire il riconoscimento del beneficio, le aziende devono:

  • trasmettere all’INPS la dichiarazione di calamità;
  • utilizzare il servizio telematico “Aziende agricole: Dichiarazione calamità” disponibile sul sito INPS;
  • fare riferimento esclusivamente alle aree delimitate dalle Regioni come calamitate.

Per piccoli coloni e compartecipanti familiari, i concedenti devono invece inviare il modulo SC95 alle Strutture territoriali INPS competenti.

La scadenza da ricordare: 24 febbraio 2026

C’è una data cruciale da segnare in agenda. Tutta la documentazione necessaria deve essere trasmessa entro il 24 febbraio 2026.

Questa scadenza è fondamentale per permettere all’INPS di:

  • validare le richieste;
  • compilare correttamente gli elenchi anagrafici agricoli 2025;
  • garantire il diritto alla disoccupazione agricola 2026.