Arretrati da 45.000€ per 24 Anni di Supplenze: Svolta per Tutti i Docenti

Arretrati soldi

Arrivano le prime applicazioni concrete dei principi fissati dalla Corte di Cassazione sulla reiterazione dei contratti a termine nel comparto scuola. E il segnale è forte.

Con una sentenza depositata il 10 febbraio, il Tribunale di Palermo ha condannato il Ministero dell’Istruzione e del Merito al pagamento di 24 mensilità di retribuzione a una docente precaria di religione cattolica dopo 24 anni di supplenze annuali.

Una decisione che potrebbe avere effetti ben più ampi e interessare molti altri lavoratori della scuola che si trovano in situazioni analoghe.

Concorso straordinario non basta a sanare l’abuso

La docente, dopo oltre due decenni di contratti a termine, aveva partecipato al concorso straordinario per insegnanti di religione cattolica. Parallelamente aveva avviato un ricorso per ottenere il risarcimento del cosiddetto “danno comunitario” derivante dall’abuso nella reiterazione dei contratti.

La difesa ministeriale aveva sostenuto che l’indizione del concorso straordinario riservato a chi aveva almeno 36 mesi di servizio fosse misura sufficiente a sanare l’eventuale illecito. Ma la Cassazione, già a novembre, aveva chiarito un punto decisivo: il concorso non equivale a stabilizzazione automatica e non elimina l’abuso, trattandosi di una procedura selettiva con prove concorsuali vere e proprie.

Proprio su questo principio si è fondato il giudice del lavoro di Palermo.

Risarcimento fino a 24 mensilità: cosa cambia

Nel caso specifico, il Tribunale ha riconosciuto la misura massima prevista dal Decreto Legge 131/2024, che ha innalzato il tetto del risarcimento da 12 a 24 mensilità per rispondere alle contestazioni della Commissione Ue sull’abuso del precariato pubblico.

Per 24 anni di contratti annuali consecutivi, la docente ha ottenuto circa 45 mila euro.

Una pronuncia che potrebbe aprire la strada ad altri ricorsi da parte di chi ha subito una lunga reiterazione di supplenze, non solo tra gli insegnanti di religione ma in tutto il personale scolastico precario.