Dal 2026 scatta l’obbligo di assicurazione per la responsabilità amministrativa e contabile legata alla colpa grave per chi opera nella Pubblica Amministrazione con funzioni che comportano gestione di risorse pubbliche. La novità riguarda in particolare dirigenti, funzionari, responsabili di procedimento (RUP) e titolari di incarichi con poteri di firma o di spesa.
La copertura serve a tutelare il dipendente in caso di azione di rivalsa da parte dell’ente o di condanna per danno erariale davanti alla Corte dei Conti. Senza polizza, il lavoratore rischia di rispondere con il proprio patrimonio personale.
Non solo dirigenti: cosa cambia per le qualifiche più basse
L’obbligo non riguarda indistintamente tutti i dipendenti pubblici. Tuttavia, anche chi ricopre qualifiche più basse – come istruttori amministrativi, tecnici, collaboratori con deleghe operative o personale che firma atti istruttori – può trovarsi esposto a responsabilità, soprattutto nei settori appalti, tributi, edilizia, ambiente o gestione fondi PNRR.
La legge 1 del 2026 è chiara:
“Chiunque assuma un incarico che comporti la gestione di risorse pubbliche dalla quale discenda la sua sottoposizione alla giurisdizione della Corte dei conti è tenuto a stipulare, prima dell’assunzione dell’incarico, una polizza assicurativa a copertura dei danni patrimoniali cagionati dallo stesso all’amministrazione per colpa grave”.
L’obbligo non riguarda solo i dipendenti pubblici ma anche gli amministratori come sindaci e assessori. Basta un errore istruttorio o una omissione ritenuta grave per far scattare un’azione di rivalsa. E la copertura dell’ente non sostituisce quella personale per la colpa grave.
I prezzi delle polizze sul mercato
Il costo varia in base al ruolo e al massimale scelto. Per un dipendente amministrativo con massimale da 500.000 a 1.000.000 di euro, il premio annuo si colloca generalmente tra 130 e 220 euro.
Per profili tecnici o con maggiore esposizione il costo può salire tra 250 e 400 euro l’anno.
Per dirigenti o responsabili di servizio con massimali fino a 2,5 milioni di euro, il premio può arrivare a 500-600 euro annui.
Incidono sul prezzo anche retroattività, copertura postuma dopo la cessazione del servizio e assenza di sinistri pregressi.
Chi paga e perché è una scelta strategica
La polizza è a carico del singolo dipendente o – come visto – dell’amministratore di enti pubblici. Non può essere pagata dall’ente come copertura sostitutiva della responsabilità personale.
Per questo molti lavoratori pubblici stanno valutando la sottoscrizione preventiva, anche tra le qualifiche intermedie e operative. Il costo resta contenuto rispetto al rischio patrimoniale potenziale.




