Dopo giorni di emergenza e polemiche, il Governo è pronto a intervenire con un decreto dedicato ai territori del Sud Italia colpiti dal ciclone Harry. Le risorse ci sono e saranno indirizzate verso alcune priorità ben precise: case distrutte, attività ferme, famiglie sfollate.
Ma cosa conterrà davvero il provvedimento e quali aiuti sono in arrivo? Vediamo meglio nel dettaglio.
Meloni: nel decreto tre grandi priorità per affrontare l’emergenza
Direttamente da Niscemi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato che le risorse saranno destinate a tre grandi priorità:
- Demolizione delle case pericolanti.
- Messa in sicurezza del territorio.
- Indennizzi per chi ha perso abitazioni e attività produttive.
L’obiettivo è intervenire sia sull’emergenza immediata sia sulla ricostruzione, evitando ulteriori rischi per la popolazione. Un’attenzione particolare sarà riservata al settore agricolo, duramente colpito dal maltempo, con aziende e terreni devastati.
Ciclone Harry, un decreto subito operativo
Il provvedimento sarà portato mercoledì 18 febbraio in Consiglio dei ministri e, come ha annunciato la premier, sarà “immediatamente operativo”.
Il decreto riguarderà nel complesso tutti i territori colpiti dal ciclone Harry distribuiti nelle Regioni di Calabria, Sicilia e Sardegna, ma al suo interno è prevista una parte specifica dedicata a Niscemi.
Per il comune siciliano sono infatti previsti:
- 150 milioni di euro destinati esclusivamente a dare un’abitazione agli sfollati.
- Interventi per la messa in sicurezza dell’area interessata dalla frana.
- La nomina del capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, come commissario straordinario.
Resta però aperto il nodo della cosiddetta “fascia di rispetto”, cioè l’area da considerare non sicura. La premier ha chiarito che non si tratta di una scelta politica, ma tecnica: forzare i tempi senza adeguate valutazioni potrebbe mettere a rischio la sicurezza dei cittadini.
Sospensione dei tributi e aiuti ai lavoratori
Accanto agli interventi strutturali, il decreto prevede misure economiche immediate. In particolare:
- Sospensione dei tributi fino ad aprile, con rinvio dei pagamenti a ottobre.
- Ammortizzatori sociali per lavoratori dipendenti impossibilitati a lavorare.
- Misure di sostegno anche per i lavoratori autonomi.
Il Ministero del Lavoro sta lavorando sugli strumenti da attivare. Inoltre, diversi ministeri hanno già mobilitato circa 170 milioni di euro per interventi in vari settori.
Indennizzi alle imprese e attenzione all’agricoltura
Un capitolo importante riguarda gli indennizzi per le attività economiche coinvolte. Le imprese colpite potranno contare su ristori per:
- danni alle strutture,
- perdita di macchinari e attrezzature,
- interruzione forzata dell’attività.
Particolare attenzione sarà rivolta all’agricoltura, uno dei comparti più danneggiati dal ciclone. Un’ipotesi è quella di anticipare la disoccupazione agricola a coloro che l’hanno richiesta, come già fatto nel 2023 nei confronti delle popolazioni colpite dall’alluvione in Emilia Romagna. Al momento comunque non sono ancora stati forniti dettagli tecnici su importi e modalità di richiesta.
Intanto la Regione Sicilia ha attivato dei contributi straordinari destinati ai gestori di stabilimenti balneari e di altre attività economiche danneggiate dal ciclone Harry, ma anche alle aziende operanti nel territorio di Niscemi, colpito dalla frana. Anche ARERA, con una delibera urgente, ha disposto la sospensione per sei mesi del pagamento delle bollette, sia per le utenze domestiche che per le attività produttive situate nei Comuni di Calabria, Sicilia e Sardegna danneggiati dal maltempo.
Cosa aspettarsi nelle prossime ore
Il quadro definitivo arriverà con l’approvazione del decreto in Consiglio dei ministri. Le linee guida sono chiare: sicurezza, ricostruzione e sostegno economico.
Anche se non ci sono ancora indicazioni puntuali su ogni singolo aiuto, l’impianto delle misure lascia intendere un intervento ampio per sostenere famiglie, imprese e lavoratori colpiti dal maltempo.
Ora l’attenzione è tutta sul decreto: sarà quello il passaggio decisivo per trasformare gli annunci in aiuti concreti.




