Il nuovo anno porta con sé un aggiornamento importante per l’Assegno Unico. Dal 1° gennaio 2026 cambiano importi, soglie ISEE e maggiorazioni, con effetti concreti per molte famiglie con figli. L’adeguamento tiene conto dell’aumento del costo della vita e introduce conferme e novità che vale la pena conoscere bene prima di guardare solo le cifre.
Ma chi ci guadagna davvero? E cosa cambia rispetto al 2025? Vediamolo.
Perché cambiano gli importi dell’Assegno Unico nel 2026
Come chiarito dall’INPS nella circolare n. 7 del 30 gennaio 2026, gli importi dell’Assegno Unico sono stati aggiornati tenendo conto della variazione percentuale ISTAT pari a +1,4% registrata nel 2025.
Questo significa che:
- sono stati rivalutati gli importi base dell’Assegno Unico;
- sono state aggiornate le soglie ISEE, che per il 2026 arrivano fino a 46.582,71 euro;
- restano attive diverse maggiorazioni, alcune automatiche, altre legate a requisiti specifici.
Gli importi aggiornati trovano applicazione da febbraio 2026, mentre gli arretrati di gennaio saranno riconosciuti a partire da marzo 2026.
Le maggiorazioni: quali sono e come funzionano
Accanto agli importi base, l’Assegno Unico prevede alcune maggiorazioni fondamentali, pensate per sostenere i nuclei familiari più numerosi o con figli molto piccoli.
1. Più sostegno per i figli sotto un anno
Per ogni figlio di età inferiore a un anno, l’importo dell’Assegno Unico:
- viene aumentato del 50%;
- l’aumento vale fino al compimento del primo anno di vita;
- il calcolo si basa sulle soglie ISEE 2026.
È una delle maggiorazioni più rilevanti, perché interviene proprio nel momento in cui le spese per la famiglia sono più alte.
2. Famiglie con almeno tre figli: bonus rafforzato fino ai tre anni
Le famiglie con almeno tre figli e un ISEE pari o inferiore alla fascia massima (46.582,71 euro) hanno diritto a una maggiorazione importante: per ogni figlio tra 1 e 3 anni, l’importo dell’AUU è incrementato del 50%.
Un aiuto pensato per i nuclei più numerosi, soprattutto nella fase in cui più figli sono ancora piccoli.
3. Quattro figli o più: confermata la maggiorazione fissa
Anche nel 2026 resta confermata una misura molto chiara: 150 euro in più al mese, come maggiorazione forfettaria, per i nuclei con almeno quattro figli a carico.
Questa maggiorazione non dipende dall’età dei figli né dall’importo dell’assegno base.
Cosa cambia rispetto al 2025: confronto diretto
Le maggiorazioni non cambiano nella struttura, ma alcuni dettagli fanno la differenza.
Nel 2025:
- la maggiorazione del 50% per i figli sotto un anno era già prevista;
- lo stesso valeva per i figli da 1 a 3 anni nelle famiglie con almeno tre figli;
- la soglia ISEE massima era però più bassa: 45.939,56 euro;
- la maggiorazione per quattro figli o più era già pari a 150 euro.
Nel 2026, invece:
- le percentuali restano identiche;
- la soglia ISEE sale a 46.582,71 euro, includendo più famiglie;
- gli importi base e le maggiorazioni sono rivalutati dell’1,4% (effetto dell’inflazione).
In sintesi: stesse regole, ma importi leggermente più alti e platea più ampia.
Quando arrivano i nuovi importi e gli arretrati dell’Assegno Unico
Secondo quanto fatto sapere dall’INPS in suddetto messaggio:
- gli importi aggiornati dell’Assegno Unico saranno pagati da febbraio 2026;
- gli adeguamenti relativi a gennaio 2026 verranno riconosciuti con la mensilità di marzo 2026.
Non c’è nessuna domanda da presentare, purché l’ISEE sia aggiornato.




