Il nuovo contratto dei Vigili del Fuoco è ufficialmente sul tavolo. A distanza di un anno dalla firma del precedente rinnovo, si riapre la partita per il triennio 2025-2027. In gioco non c’è solo l’adeguamento degli stipendi, ma il riconoscimento economico e professionale di oltre 35 mila donne e uomini che ogni giorno garantiscono il soccorso tecnico urgente in tutta Italia.
L’avvio della trattativa segna un passaggio importante: da una parte il Governo rivendica continuità e risorse già stanziate, dall’altra le organizzazioni sindacali chiedono interventi concreti su stipendi, previdenza, sicurezza e carenza di organico.
CCNL Vigili del Fuoco: il tavolo a Palazzo Vidoni
La trattativa per il rinnovo del CCNL del personale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco si è aperta il 19 febbraio a Palazzo Vidoni.
Al tavolo erano presenti:
- il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo,
- il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi,
- il sottosegretario all’Economia Federico Freni,
- il sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco,
- i vertici dipartimentali e le sigle sindacali rappresentative.
Sui social il ministro Zangrillo ha parlato di “segnale concreto di continuità” nell’attenzione ai rinnovi del pubblico impiego, sottolineando come l’apertura del negoziato a un solo anno dalla chiusura del precedente rappresenti un impegno mantenuto:

Le richieste della FP CGIL: stipendi, sicurezza e organici
Nel suo comunicato, la FP CGIL ha chiarito che il rinnovo 2025-2027 dovrà:
- valorizzare economicamente e professionalmente il personale;
- recuperare la perdita di potere d’acquisto registrata nel triennio 2022-2024;
- rafforzare le relazioni sindacali;
- destinare le risorse già stanziate alla parte fissa della retribuzione.
Il sindacato chiede inoltre stanziamenti aggiuntivi su:
- previdenza dedicata e complementare;
- salute e sicurezza sul lavoro;
- strumenti di tutela per il personale operativo.
Altro nodo centrale è la carenza di organico, che secondo FP CGIL continua a tradursi in carichi di lavoro non sostenibili.
La posizione della FNS CISL: armonizzazione con le Forze di Polizia
Anche la FNS CISL ha espresso soddisfazione per l’apertura del tavolo, evidenziando un elemento considerato positivo: la possibilità di chiudere il contratto entro il triennio di riferimento.
Nel proprio intervento, il sindacato ha chiesto:
- l’armonizzazione degli stipendi con quelli delle Forze di Polizia;
- l’allineamento sugli istituti accessori;
- il rafforzamento della previdenza dedicata;
- un maggiore riconoscimento della professionalità del Corpo.
Anche FNS CISL, in linea con quanto sottolineato da FP CGIL, ha inoltre ricordato che l’impegno dei Vigili del Fuoco non si esaurisce nelle macro-emergenze, ma è quotidiano e spesso segnato da difficoltà organizzative e carenze strutturali.
Aumenti e risorse per i vigili del fuoco
Sul fronte economico, nel suo intervento FNS CISL ha spiegato che: “In questa prima riunione non abbiamo voluto presentare l’insieme della nostra corposa piattaforma per il rinnovo contrattuale, rinviando il tutto ai prossimi tavoli tecnici che consentiranno alle Parti di entrare puntualmente anche nella parte normativa, ricordando altresì alla Parte Pubblica come si debba sfruttare al meglio il tempo necessario e concludere un buon accordo contrattuale per il prossimo triennio“.
A scendere più nel dettaglio è UIL PA Vigili del Fuoco: la proposta governativa per il rinnovo 2025-2027 si attesterebbe su un incremento del 5,4%. Pur accogliendo positivamente la tempestività dell’avvio — definita un fatto senza precedenti rispetto ai ritardi medi di 24-30 mesi del passato — il sindacato ha espresso forti riserve sulla dotazione economica.
L’analisi tecnica presentata dalla UIL evidenzia infatti che:
- nell’ultimo decennio l’inflazione cumulata è stata pari al 22,6%,
- ma le retribuzioni del personale sono cresciute solo del 15,5%;
- il divario tra costo della vita e salari è quindi significativo.
In questo quadro, l’aumento del 5,4% viene giudicato insufficiente, anche perché non coprirebbe l’indice IPCA (al netto dei beni energetici importati) fissato al 6% dall’Istat.
Le richieste dei sindacati
Alla luce di quanto detto, la UIL PA chiede:
- un incremento non inferiore al 6,5%;
- una decorrenza anticipata già dal 2025;
- il riconoscimento di una indennità di esposizione che valorizzi il rischio;
- il superamento dell’assenza di previdenza dedicata;
- il riconoscimento del tempo di vestizione e svestizione;
- interventi sulla mobilità geografica forzata, che comporta costi elevati per affitti e trasporti.
“Non possiamo accettare che la nostra unicità si dissolva in calcoli tecnici restrittivi”, ha dichiarato il Segretario Generale Valentino Prezzemolo, sottolineando che la specificità del Corpo deve diventare il parametro per misurare l’attenzione reale del Governo verso chi garantisce il soccorso pubblico.
Il nodo politico: riconoscimento e sostenibilità
Il rinnovo 2025-2027 arriva in un momento delicato per tutto il pubblico impiego, con il tema del potere d’acquisto ancora centrale. Per i Vigili del Fuoco il confronto è ancora più delicato: si tratta di un Corpo con funzioni uniche, chiamato a intervenire in emergenze ambientali, industriali e urbane, con una crescente esposizione a rischi operativi e con carenze di organico che incidono sui carichi di lavoro.
La partita ora entra nel vivo: dai prossimi incontri tecnici dipenderà se il rinnovo si limiterà a recepire le percentuali già ipotizzate o se verranno stanziate risorse aggiuntive per colmare il divario evidenziato dai sindacati.




