In diversi Paesi si sta riaprendo il dibattito sul superamento della giornata lavorativa rigida di 8 ore. In Germania, ad esempio, il confronto tra imprese e sindacati ruota da anni intorno a modelli più flessibili, con maggiore utilizzo di banca ore e distribuzione variabile dell’orario su base settimanale o plurisettimanale. L’idea è adattare i tempi di lavoro ai picchi produttivi, mantenendo però un equilibrio con le tutele.
Ora anche l’Argentina imbocca una strada simile. La riforma del lavoro voluta dal presidente Javier Milei è stata approvata alla Camera e attende il via libera definitivo del Senato, mentre a Buenos Aires montavano le proteste dei partiti di sinistra, sindacati, lavoratori. Tra i punti più discussi c’è la possibilità di arrivare fino a 12 ore giornaliere attraverso un sistema di banca ore.
Argentina, cosa cambia con la giornata fino a 12 ore
La novità non elimina formalmente il limite tradizionale, ma consente di superare le 8 ore giornaliere compensando le ore in eccesso con riposi successivi anziché con maggiorazioni economiche immediate. Le ore lavorate in più confluiscono in una “banca” e vengono restituite sotto forma di giornate libere o riduzioni di orario.
Secondo il governo, questa flessibilità favorirebbe competitività e occupazione. I sindacati, invece, parlano di arretramento dei diritti, temendo che l’estensione fino a 12 ore possa diventare una prassi nei settori più deboli del mercato del lavoro.
Ferie, dalla regola del blocco unico alla soglia dei 7 giorni
Accanto all’orario, cambia anche la disciplina delle ferie. Oggi, in Argentina, il principio generale prevede ferie continuative in giorni di calendario, collocate nella fascia compresa tra il 1° ottobre e il 30 aprile (durante la loro primavera-estate), con comunicazione preventiva del datore di lavoro.
Con la riforma, viene introdotta la possibilità di frazionare le ferie per accordo individuale tra lavoratore e impresa. Ogni periodo non potrà essere inferiore a 7 giorni consecutivi (giorni ‘corridos‘). In pratica, un lavoratore con 14 giorni di ferie potrà dividerli in due blocchi da 7, superando la logica del periodo unico continuativo.
Questo significa che:
- un lavoratore che haa 14 giorni, potrà fare 7 + 7.
- se ne ha 21, potrà fare 7 + 14 oppure 7 + 7 + 7.
- Non potrà dividerli in periodi inferiori a 7 giorni.
La finestra temporale (ottobre–aprile) resta come riferimento, ma aumenta la possibilità di organizzare le ferie in modo più flessibile.




