Il decreto legge n. 19, collegato agli obiettivi del Pnrr, introduce una misura straordinaria per affrontare l’arretrato civile: 200 magistrati in pensione potranno tornare in servizio come ausiliari nelle Corti d’appello. Saranno affiancati ai collegi giudicanti per contribuire alla definizione dei procedimenti e ridurre i tempi dei processi.
L’obiettivo è ridurre del 40% la durata dei giudizi civili nei tre gradi. Un traguardo che al ministero della Giustizia viene considerato più come un avvicinamento che come un risultato pienamente raggiungibile.
I magistrati tra i 70 e i 75 anni riceveranno 200 euro per ogni sentenza, con un tetto massimo di 100 procedimenti ciascuno fino alla fine dell’anno. Per finanziare la misura e rafforzare le applicazioni da remoto, lo stanziamento complessivo arriva a 11,5 milioni di euro.
Più organico e stabilizzazioni
Il provvedimento aumenta anche il numero dei magistrati fuori ruolo, che salgono a 200. Potranno essere scelti anche tra toghe con sei anni di professione e una valutazione positiva.
Via libera inoltre all’assunzione a tempo indeterminato di 380 unità di personale finora precario, soprattutto negli uffici del Sud Italia. Una scelta che punta a rafforzare stabilmente gli organici.
Giustizia tributaria più veloce
Dal 2 maggio 2026 le cause tributarie fino a 10 mila euro potranno essere affidate al giudice monocratico. Raddoppia quindi il limite precedente di 5 mila euro.
Prevista anche la digitalizzazione delle prove scritte per il concorso da magistrato tributario, con elaborati più specializzati.
Referendum e contraddizione politica
Il governo sostiene che la separazione delle carriere, oggetto del referendum costituzionale, serva ad accelerare i tempi della giustizia.
Ma il decreto interviene con misure organizzative e di personale. Richiamare giudici in pensione pagati 200 euro a sentenza significa riconoscere che il problema è l’arretrato e la carenza di organico. Una scelta che nei fatti smentisce la narrazione secondo cui basterebbe la riforma costituzionale per ridurre i tempi.




