La fine di febbraio segna un passaggio decisivo per molti docenti della scuola secondaria di secondo grado. Il 28 febbraio 2026 non è una data qualunque: è il termine entro cui completare un passaggio obbligatorio che può aprire – o chiudere – la strada alla nomina come docente tutor o orientatore.
Con le indicazioni del Ministero per il 2025/2026 ormai chiare, il tempo a disposizione si sta riducendo e sapere cosa fare, e perché farlo subito, diventa fondamentale.
Docenti, perché il 28 febbraio è una scadenza chiave
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha ribadito che il completamento del percorso di formazione OrientaMenti è il prerequisito indispensabile per poter essere nominati docenti tutor o orientatori. Senza questo passaggio, la candidatura non può nemmeno essere presa in considerazione dal Collegio dei docenti.
La scadenza del 28 febbraio 2026 riguarda in particolare:
- chi non ha mai ricoperto questi ruoli negli anni precedenti,
- chi non ha seguito il corso base nelle passate edizioni.
In pratica, chi arriva a marzo senza attestato resta fuori dai giochi. Il corso, infatti, è pensato per fornire competenze pratiche sull’orientamento, sulla personalizzazione dei percorsi formativi e sul supporto agli studenti nelle scelte scolastiche e post-diploma. E solo con il completamento entro il 28 febbraio 2026 il docente potrà essere formalmente inserito tra i possibili nominativi valutati dalla scuola.
Chi deve completare il corso entro la scadenza
Il termine di febbraio interessa tutti quindi i docenti della scuola secondaria di secondo grado che vogliono entrare per la prima volta nel sistema di tutoraggio e orientamento oppure che non risultano già formati.
Chi ha già svolto il ruolo di tutor o orientatore negli anni scolastici 2023/2024 e 2024/2025, nella stessa o in un’altra scuola, parte da una posizione di vantaggio nella selezione, ma per i nuovi candidati la formazione è un passaggio obbligato e non aggirabile.
Cosa succede dopo il 28 febbraio
Una volta superata la scadenza, entra in gioco l’autonomia delle singole istituzioni scolastiche. Sarà il Collegio dei docenti a individuare tutor e orientatori, sulla base dei criteri stabiliti internamente, tenendo conto:
- dell’esperienza pregressa,
- delle competenze maturate in ambiti affini come orientamento, inclusione o contrasto alla dispersione scolastica,
- dell’anzianità di servizio,
- della disponibilità a svolgere l’incarico per almeno un triennio.
Ma senza la formazione completata, la candidatura non può essere valutata.
Quali sono gli importi aggiuntivi per docenti tutor e orientatori
Oltre all’aspetto professionale, c’è anche una ragione concreta per non rimandare. I ruoli di tutor e orientatore prevedono compensi specifici, erogati tramite il Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa (FIS), con importi che rendono l’incarico particolarmente attrattivo.
- Ai docenti tutor spetta un compenso lordo Stato compreso tra circa 1.550 e 2.725 euro, con una variabilità legata alle risorse assegnate alla singola scuola e al numero di studenti seguiti.
- Per i docenti orientatori, invece, è previsto un compenso lordo Stato pari a 1.500 euro.
Spetta quindi a ciascuna scuola, in sede di contrattazione integrativa, definire in modo puntuale la distribuzione delle risorse e la misura effettiva dei compensi, nel rispetto delle soglie stabilite a livello nazionale.
Questo rende ancora più importante essere in regola con la formazione entro la scadenza del 28 febbraio, perché solo così si può accedere a incarichi che prevedono un riconoscimento economico concreto.




